Un'esplosione è avvenuta lunedì pomeriggio nello stabilimento Elkem Silicone a Saint-Fons, vicino a Lione, ferendo almeno quattro persone, tre delle quali con ustioni gravi. L'incendio è stato domato la sera, e le misure di confinamento sono state revocate senza rischi di tossicità rilevati. La prefettura del Rodano ha attivato un'ampia risposta di emergenza in questo sito classificato Seveso.
L'esplosione è avvenuta intorno alle 14:30 in un'officina dello stabilimento Elkem Silicone a Saint-Fons, sobborgo di Lione nella valle chimica. Questa zona ospita circa una dozzina di impianti classificati Seveso, soggetti a rigorose normative di sicurezza a causa degli alti rischi industriali.
Secondo la prefettura del Rodano, l'incidente ha ferito almeno quattro dipendenti, tre dei quali gravemente per ustioni. Queste vittime, in emergenza assoluta, sono state curate dai vigili del fuoco e dal Samu; due sono state trasferite in ospedali di Lione.
Il Plan Orsec è stato attivato immediatamente, con il piano operativo interno (POI) dispiegato alle 14:45. Alle 15:30, 34 veicoli e 86 vigili del fuoco erano sul posto, istituyendo un perimetro di sicurezza di un chilometro. È stato inviato un messaggio FR-Alert per confinare i residenti locali e vietare l'accesso all'area.
La prefetto del Rodano, in un post su X, ha dichiarato che il delegato prefetto per la difesa e la sicurezza era sul posto con il sindaco di Saint-Fons, e il centro operativo dipartimentale era stato attivato. L'incendio è stato controllato all'inizio della sera, nonostante una nuova emissione di fumo rapidamente contenuta. La prefettura identifica l'idrogeno utilizzato nello stabilimento come causa «più plausibile», in attesa delle conclusioni dei vigili del fuoco.
Le misure sono state revocate nel tardo pomeriggio: confinamento, chiusura dell'autostrada A7 e interruzioni del traffico ferroviario e fluviale sul Rodano sono state tutte riaperte. «Non c'è rischio di tossicità al momento», ha assicurato la prefettura.
Il sito ha subito un'esplosione fatale nel 2016, allora con il nome Bluestar Silicones, quando un liquido infiammabile è fuoriuscito da un barile, portando a sanzioni giudiziarie per l'azienda e un subappaltatore.