Il filosofo Francesc Torralba ha vinto il Premio Josep Pla 2026 con il saggio 'Anatomy of Hope', aprendo la porta alla filosofia in un premio tradizionalmente focalizzato su narrativa e memorie. Questo riconoscimento segue l’inclusione della neuroscienza nell’edizione 2025, riflettendo le tendenze globali verso la popularizzazione scientifico-umanistica.
Il Premio Josep Pla, creato nel 1968, mira a onorare lo scrittore catalano di prosa con opere narrative in catalano senza limitazioni di genere, inclusi romanzi, racconti, memorie, biografie o diari. Storicamente, ha premiato soprattutto romanzi di finzione, seguiti da memorie e diari, con il primo titolo non-fiction nel 1970 a Teresa Pàmies per Testament a Praga. Altri vincitori in questo campo includono Alexandre Cirici, Jaume Miravitlles e, più recentemente, Rafel Nadal. Sebbene le regole consentano raccolte di racconti, solo una ha vinto: Dibuix de dona amb ocells blancs di Isabel Olesti nel 1995, in mezzo a una controversia quando il membro della giuria Joan Perucho si dimise, accusando l’editore di aver alterato il verdetto. L’edizione 2025 ha innovato con L’art de ser humans di David Bueno, incorporando le neuroscienze e allineandosi con autori come Bill Bryson o Yuval Noah Harari, che hanno popularizzato l’outreach scientifico-umanistico. Ora, nel 2026, Francesc Torralba riceve il premio per Anatomy of Hope, un saggio filosofico che esplora la speranza in tempi di incertezza. Questo premio è spesso visto come un termometro della letteratura catalana, nonostante variabili come gli originali inviati o gli interessi editoriali. Attualmente, riflette una società immersa in un «labirinto dell’incertezza» simile a quello diagnosticato dai postmoderni come Lyotard negli anni Settanta. Come nota l’articolo, c’è una crescente necessità di strumenti per il benessere emotivo, come quelli proposti dal precedente vincitore Gaspar Hernàndez, e un interesse per la biblioterapia, dove la speranza e la finzione sono gli ultimi a perdersi.