Durante l'esame del bilancio 2026, il Senato francese ha approvato emendamenti per non sostituire uno su due funzionari statali che vanno in pensione. Questa misura, resuscitata dall'era Sarkozy, mira a ridurre i costi della busta paga statale. L'Assemblea Nazionale avrà l'ultima parola su queste proposte, criticate dalla sinistra.
Il dibattito del Senato sul bilancio 2026, tenutosi sabato 6 dicembre, si è concentrato sui risparmi nel settore della funzione pubblica. La maggioranza di destra e centro è riuscita ad approvare emendamenti per contenere la spesa del personale, aumentata del 6,7 % nel 2024, come notato dal senatore LR Claude Nougein.
L'emendamento chiave resuscita il principio di non sostituire uno su due funzionari statali in pensione, una regola dell'epoca di Nicolas Sarkozy. Ciò porterebbe a una riduzione di 23.000 posti annuali nel servizio civile statale, risparmiando 350 milioni di euro a partire dal 2026. I ministeri centrali – difesa, interno e giustizia – sono esentati.
Il Senato ha anche approvato un aumento dei giorni di carenza per i permessi di malattia dei dipendenti pubblici. Queste iniziative hanno suscitato aspre critiche dalla sinistra. L'ecologista Thomas Dossus ha condannato le «misure punitive che riflettono sfiducia verso la funzione pubblica», definendo l'approccio una «ghigliottina» anziché una strategia.
Il disegno di legge tornerà all'Assemblea Nazionale, dove i deputati potrebbero ribaltare questi emendamenti. Questo stallo evidenzia le tensioni continue sulla gestione delle finanze pubbliche in Francia.