Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato di due decimi le previsioni di crescita dell'economia spagnola, portandole al 2,1% nel 2026 e all'1,8% nel 2027, a causa del conflitto in Medio Oriente. L'organizzazione attribuisce l'aggiustamento principalmente all'aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Raccomanda di eliminare i controlli sugli affitti e di adottare misure più incisive in materia di alloggi.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha pubblicato le conclusioni della sua missione Articolo IV sulla Spagna, datata 20 marzo 2026. Ha tagliato le previsioni di crescita del PIL al 2,1% per il 2026 (due decimi in meno rispetto al precedente) e all'1,8% per il 2027, citando l'impatto negativo del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 50%, a circa 110 dollari al barile, e del gas naturale del 98%, a 60 dollari per megawattora, dopo gli attacchi alle infrastrutture come South Pars in Iran e Ras Laffan in Qatar. La Spagna attenua l'effetto del gas grazie all'elevata quota di rinnovabili nel mix elettrico, ma un conflitto prolungato potrebbe spingere l'inflazione oltre il 3% e frenare gli investimenti e i consumi, avverte il FMI, guidato da Kristalina Georgieva. La domanda interna, l'aumento dei salari e i fondi UE sosterranno la crescita a breve termine, nonostante la moderazione dell'immigrazione e del turismo. Il governo di Pedro Sánchez ha approvato un pacchetto di 5 miliardi di euro contro la crisi energetica, con tagli fiscali e aiuti, anche se il FMI consiglia misure temporanee e mirate. Per quanto riguarda l'edilizia abitativa, il FMI sollecita "un'azione più decisa" per incrementare l'offerta: accelerare i piani urbanistici, liberare i terreni, semplificare i permessi e riformare la legge fondiaria. Critica i controlli sugli affitti: "A meno che una valutazione rigorosa non confuti le prove preliminari che i controlli sugli affitti hanno ridotto in modo significativo l'offerta di alloggi in affitto, tali controlli dovrebbero essere sospesi dopo il periodo iniziale di tre anni". Propone misure basate sul mutuatario (BBM) per i mutui, al fine di evitare rischi finanziari, dato l'allentamento dei criteri di prestito. La frammentazione politica solleva dubbi sulle riforme e sul consolidamento fiscale, con un deficit previsto superiore al 2% del PIL nel 2031.