A Mayotte, cinque anni di fallimenti dello Stato nella lotta alle abitazioni informali

Tra il 2019 e il 2025, la prefettura di Mayotte ha demolito quasi 4.000 case illegali, spostando potenzialmente oltre 17.000 persone. Un'analisi de Le Monde rivela numerose irregolarità in queste operazioni. Le autorità non hanno risposto alle richieste di commento.

La prefettura di Mayotte ha emesso 52 ordini tra il 2019 e il 2025 che imponevano lo sgombero e la demolizione di costruzioni abusive. Le cifre ufficiali mostrano che 3.884 abitazioni sono state rase al suolo da giugno 2019 a luglio 2025. Basandosi sulle stime Insee del 2017 di una media di 4,5 persone per abitazione in lamiera, queste demolizioni potrebbero aver spostato più di 17.000 individui. Le Monde ha raccolto dati da queste decisioni prefettizie spesso incomplete, incrociandoli con testimonianze, analisi di immagini satellitari e post sui social media. L'inchiesta evidenzia una politica pubblica contro le abitazioni abusive segnata da gravi carenze, inclusi irregolarità procedurali. Queste operazioni avvengono in un contesto di più ampie sfide socio-economiche a Mayotte, un dipartimento d'oltremare francese dove le abitazioni informali sono diffuse a causa della rapida crescita demografica e dei vincoli territoriali. Nonostante questi sforzi, la lotta contro le costruzioni abusive rimane afflitta da carenze amministrative, sottolineando le difficoltà dello Stato nel affrontare questi problemi in modo efficace ed equo. Contattati, la prefettura di Mayotte e i suoi partner istituzionali non hanno fornito risposta, sollevando interrogativi sulla trasparenza di queste azioni.

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