Il governo israeliano ha annunciato l'espulsione dei rappresentanti spagnoli dal Centro di coordinamento civile-militare (CMCC), che monitora il cessate il fuoco a Gaza. Benjamin Netanyahu ha accusato la Spagna di condurre una "guerra diplomatica" contro Israele e ha avvertito che ne "pagherà il prezzo". La decisione giunge nel mezzo di crescenti tensioni diplomatiche tra i due paesi.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato venerdì l'esclusione della Spagna dal Centro di coordinamento civile-militare (CMCC) a Kiryat Gat, un organismo multinazionale che monitora il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza raggiunto lo scorso ottobre. "Non permetterò a nessun paese di condurre una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne un prezzo immediato", ha dichiarato Netanyahu in un video diffuso oggi. Ha accusato il governo di Pedro Sánchez di "diffamare" i soldati delle Forze di difesa israeliane e di mantenere un "pregiudizio anti-israeliano". Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha giustificato la mossa, affermando che l'esecutivo spagnolo ha perso "ogni capacità di agire come attore utile" nell'attuazione del piano di pace di Donald Trump. La Spagna è stata formalmente notificata e gli Stati Uniti sono stati informati in anticipo. Il CMCC, sotto il Comando centrale degli Stati Uniti, comprende rappresentanti di circa 20 paesi e coordina gli aiuti umanitari a Gaza. Da Madrid, il primo ministro Pedro Sánchez ha esortato l'UE a sospendere l'accordo di associazione con Israele a causa delle "flagranti violazioni del diritto internazionale umanitario". "Non permettiamo che ci sia una nuova Gaza in Libano", ha detto Sánchez al Forum European Pulse. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha definito le accuse israeliane "assurde e calunniose". La decisione intensifica la disputa diplomatica, aggravata dalla guerra USA-Israele contro l'Iran, dalla riapertura dell'ambasciata spagnola a Teheran e dalle critiche spagnole agli attacchi israeliani in Libano.