Le autorità italiane stanno indagando su un presunto schema a Moggio Udinese che ha consentito a oltre 80 brasiliani di ottenere la cittadinanza italiana tramite residenze fittizie dal 2018 al 2024. Sei persone, tra cui dipendenti comunali e un brasiliano, sono state rinviate a giudizio per falsificazione di documenti. Il caso ha contribuito ai recenti cambiamenti nella legge italiana sulla cittadinanza, che limitano l'accesso per i discendenti all'estero.
A Moggio Udinese, piccolo comune di circa 1.600 abitanti nelle Alpi Giulie nel nord Italia, un'inchiesta della Procura di Udine ha portato alla luce uno schema che ha favorito 83 brasiliani con la cittadinanza italiana per jus sanguinis. Dal 2018 al 2024, questi individui hanno dichiarato falsamente la residenza in due case su via Abbazia e via Traversigne, vicino al municipio, pagando circa 6.500 € (R$41.300) ciascuno per il processo, inclusa la residenza fittizia.
Sei persone sono state rinviate a giudizio: quattro dipendenti dell'amministrazione comunale, il brasiliano Sergio Luiz Garana, 54 anni, del Veneto, e una donna albanese. Rispondono di falsità ideologica in atti pubblici, punibile con uno a sei anni di reclusione, potenzialmente triplicati in caso di recidiva. Il procuratore Giorgio Milillo ha dichiarato: «Alcuni sono addirittura venuti [in città], ma pochi. Sono rimasti qualche giorno, hanno fatto un po' di turismo e sono andati via». Tra i documenti falsi figurano codici fiscali emessi prima dell'arrivo, firme contraffatte e contratti d'affitto con date incongruenti. La maggior parte dei beneficiari non ha mai realmente risieduto nel comune, utilizzando la via amministrativa per accelerare il riconoscimento, che richiede residenza legale in Italia.
L'elenco dei beneficiari comprende 19 membri di una famiglia brasiliana con cognome Floresi o Florezi, su tre generazioni da 6 a 71 anni. Un familiare a São Paulo ha sostenuto che il processo fosse legittimo ma non ha risposto a domande dettagliate.
Questo caso si aggiunge ad altri abusi, come frodi in Veneto (160 richieste nel 2024), Catania (12 arresti nel 2020) e falsificazioni per 68 brasiliani nel 2023. Per arginare la «commercializzazione del passaporto italiano», il governo di Giorgia Meloni ha modificato nel 2025 la legge sulla Cittadinanza del 1992, limitando la trasmissione per sangue a due generazioni nate all'estero. Il decreto è stato presentato a marzo e approvato a maggio. Il vicepremier Antonio Tajani ha detto: «Il conferimento della cittadinanza italiana è una cosa seria. [...] Non è uno scherzo avere in tasca il [passaporto italiano] per fare shopping a Miami».
La nuova norma riguarda milioni di discendenti in Brasile, patria di circa 30 milioni di italo-brasiliani. La Corte Costituzionale ne esaminerà la legittimità a marzo 2026. L'avvocata Celeste Di Leo avverte che, in caso di frode accertata, i beneficiari potrebbero perdere la cittadinanza per annullamento giudiziario o amministrativo, come in un precedente del Tribunale di Milano del 2019 che ha dichiarato nulli i procedimenti senza residenza effettiva.
La sindaca attuale Martina Gallizia ha rifiutato di commentare, citando l'indagine in corso. Milillo osserva che tali schemi sono più facili nei piccoli comuni con minor controllo.