Documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia USA rivelano stretti legami tra l'ex ministro Jack Lang, sua figlia Caroline e Jeffrey Epstein. Questi includono una foto del 2019 e una società offshore cofondata nel 2016, che ha portato Caroline a dimettersi dal suo recente incarico. Non sono formulate accuse formali contro di loro.
Il 3 febbraio 2026, il Dipartimento di Giustizia USA ha pubblicato quasi tre milioni di pagine di documenti relativi al caso Jeffrey Epstein, il finanziere americano arrestato il 6 luglio 2019 per traffico sessuale e trovato morto in prigione il 10 agosto. Tra i nomi francesi citati ci sono Jack Lang, ex ministro della Cultura e presidente dell'Institut du Monde Arabe, e sua figlia Caroline Lang. Uno scambio di messaggi di marzo 2019 evidenzia la vicinanza di Jack Lang a Epstein. Il finanziere scrive a Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump: «I’m at the pyramid. With the whole government», riferendosi al governo Macron. Invia una foto di sé e Jack Lang sorridenti davanti alla Piramide del Louvre, commentando: «Just us two. (…) French power». Bannon risponde: «Coup de force». Riguardo a Caroline Lang, figura rispettata nell'audiovisivo con una carriera in Warner Bros, i documenti rivelano che ha cofondato nel 2016 la società offshore Prytanee LLC con Epstein, con sede nelle Isole Vergini Britanniche. Destinata ad acquisizioni d'arte, questa entità è descritta da Caroline come un «perfectly legal fund» in una dichiarazione all'AFP. Jack Lang assume pienamente «i suoi legami» con Epstein, in un momento in cui l'entità dei suoi crimini era sconosciuta. Nominata vicedirettrice generale del Sindacato dei Produttori Indipendenti (SPI) all'inizio di gennaio 2026, Caroline Lang si è dimessa dopo tre settimane per non danneggiare l'organizzazione. L'avvocato parigino Dylan Slama sottolinea la cautela: «Non è perché un nome appare in un documento che c'è necessariamente un coinvolgimento penale». Nessun procedimento giudiziario è aperto in Francia basandosi solo su questo, poiché Epstein manteneva numerose relazioni sociali e professionali nel paese. Queste rivelazioni riaccendono l'interesse per un possibile «angolo francese» del caso, senza accuse formali.