Paesi di bassa e media montagna affrontano carenza di neve

Entro il 2050, le stazioni francesi di sport invernali vedranno accorciarsi le stagioni sciistiche a causa del riscaldamento climatico, costringendo i sindaci a ripensare le economie locali. I modelli di Inrae e Météo-France prevedono forti impatti sulla copertura nevosa nelle catene montuose, colpendo quasi 10 milioni di francesi. In vista delle elezioni municipali del 2026, gli eletti devono anticipare queste sfide ambientali.

Il riscaldamento climatico rende la neve imprevedibile, accorciando le stagioni sciistiche nelle stazioni francesi entro il 2050. Secondo le previsioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca per l’Agricoltura, l’Alimentazione e l’Ambiente (Inrae), in partnership con Météo-France, le catene montuose subiranno forti impatti sulla copertura nevosa. Ciò colpisce circa 10 milioni di residenti nei comuni montani, le cui economie dipendono in gran parte dallo sci. Il video 'Terres et maires' visita l’area sciistica di Revard nel massiccio dei Bauges, una delle stazioni più antiche della Francia in media montagna. Questo sito sta già affrontando carenze di neve e si sta adattando oggi. Gli esperti concordano che le alte montagne incontreranno presto gli stessi problemi. I sindaci sono in prima linea per affrontare gli effetti di queste disrupzioni climatiche. Con l’avvicinarsi delle elezioni municipali del 2026, dovranno scegliere modelli economici alternativi a breve o medio termine. Questa questione fa parte di una serie di sfide ambientali locali, tra cui l’erosione costiera, l’artificializzazione dei suoli e i rischi di cicloni. Le proiezioni mostrano che le stazioni di bassa e media montagna devono innovare per sopravvivere, mentre gli eletti locali esploreranno opzioni per preservare i loro territori.

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