Senatori LR propongono divieti su velo e digiuno prima dei 16 anni

Una relazione senatoriale dei Les Républicains (LR) raccomanda misure contro l’islamismo, inclusi divieti sul velo e sul digiuno di Ramadan per i minori sotto i 16 anni. Queste proposte, ritenute incostituzionali dai giuristi, mirano a proteggere i bambini e a mantenere la neutralità nell’istruzione. Il presidente LR Bruno Retailleau ha elogiato il lavoro, riaccendendo il dibattito sul velo.

Il 25 novembre 2025, Le Figaro ha rivelato una relazione di 100 pagine intitolata Islamismo: un ostacolo alla nostra coesione nazionale?, redatta da 29 senatori dei Les Républicains (LR) guidati da Jacqueline Eustache-Brinio di Val-d’Oise. Il documento elenca 17 raccomandazioni per contrastare l’«infiltrazione islamista», diverse mirate alle pratiche religiose.

Le proposte principali includono il divieto del velo per «ragazze e giovani donne prima dei 16 anni» e del digiuno durante il Ramadan per i minori di 16, visto come una «forma di violenza psicologica educativa». Il velo è descritto come un «stendardo dell’apartheid sessuale, strumento di controllo sociale e marcatura territoriale». Altre misure vietano il velo per gli accompagnatori dei viaggi scolastici per «mantenere uno spazio educativo neutrale» e proibiscono i segni religiosi per gli eletti, in particolare sindaci e consiglieri comunali.

Il 26 novembre, su Franceinfo, il presidente LR Bruno Retailleau ha risposto: «È lontano dall’essere solo un pezzo di stoffa. L’islamismo e il ‘frerismo’ lo vedono come uno strumento di sottomissione, di inferiorizzazione della donna». Ha elogiato il lavoro senatoriale, che coglie di sorpresa il governo di François Bayrou, incaricato da Emmanuel Macron quest’estate di contrastare l’influenza della Fratellanza Musulmana, fondata nel 1928 in Egitto.

Queste idee si inseriscono in un’offensiva più ampia dei LR, che include un disegno di legge di Laurent Wauquiez per vietare il velo ai minori negli spazi pubblici. Un disegno di legge sulla neutralità religiosa nello sport, approvato dal Senato il 18 febbraio, attende l’Assemblea Nazionale. I giuristi, tuttavia, ritengono diverse proposte contrarie alla Costituzione.

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