Il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes ha confermato gli arresti domiciliari per Jair Bolsonaro, sospendendo tuttavia le visite per 30 giorni e vietando i contatti per scopi politico-elettorali fino alle elezioni del 2026.
La decisione è stata emessa venerdì sera (17) dopo che la Procura Generale ha segnalato una violazione delle norme previste per gli arresti domiciliari. Il sabato precedente, Flávio Bolsonaro aveva letto sui social media una lettera scritta dal padre.
Moraes ha sospeso il diritto di ricevere visite per 30 giorni, fatta eccezione per avvocati, medici e fisioterapisti. Flávio rimane impossibilitato a visitare il padre per 90 giorni in virtù di una precedente ordinanza del 13 luglio.
Il giudice ha inoltre vietato la diffusione di manifesti politico-elettorali, anche da parte di terzi. Il Procuratore Generale Paulo Gonet si è espresso a favore del mantenimento degli arresti domiciliari, raccomandando però regole più rigorose per prevenire interferenze elettorali.
Moraes ha avvertito che qualsiasi ulteriore violazione potrebbe portare alla revoca del beneficio e al ritorno al regime carcerario chiuso. La difesa di Bolsonaro ha negato che l'ex presidente fosse a conoscenza del fatto che la lettera sarebbe stata resa pubblica.