Una quasi tragedia si è svolta domenica (8) su Rua da Consolação a São Paulo durante eventi di megablocchi pre-Carnevale, evitando una calpestata solo perché i festanti hanno abbattuto barriere d'acciaio. Il columnist Thiago Amparo ritenere responsabile il sindaco Ricardo Nunes e Ambev per una pianificazione inetta. L'incidente sottolinea rischi previsti dai consigli locali e persino dal vice-sindaco.
Domenica (8 febbraio 2026), una situazione di spintoni in mezzo a due megablocchi su Rua da Consolação, nel centro di São Paulo, è stata sul punto di diventare tragica. Secondo il columnist di Folha de S.Paulo Thiago Amparo, ciò che ha impedito un incidente di calpestio è stata la ribellione dei festanti che hanno abbattuto le barriere d'acciaio erette per segregare lo spazio pubblico. nnAmparo sostiene che l'episodio non è stato un esito inevitabile della sovraccapacità, ma il risultato prevedibile di una pianificazione fallimentare del Comune di São Paulo e dello sponsor Ambev. Il consiglio di sicurezza comunitaria locale aveva avvertito dei pericoli di ospitare due megablocchi nella stessa area. Anche il vice-sindaco Mello Araújo (PL) ha allertato il sindaco Ricardo Nunes su questi rischi. Inoltre, Ambev è criticata per aver ignorato la storia di uno dei blocchi più tradizionali della città e il suo percorso consolidato. nnL'evento va oltre il Carnevale, rivelando, secondo Amparo, le crepe in un modello di città privatizzata sotto l'amministrazione Nunes. Esempi includono la proposta di allentare l'ordinanza sul rumore, la chiusura di oltre 100 giorni del Vale do Anhangabaú con barriere dalla sua concessione, e gli aumenti dei prezzi nei parchi affidati alla gestione privata. nnAmparo richiama l'opera di Gregorio Duvivier 'O Céu da Língua', che ritrae il Carnevale di strada come una 'tecnologia sociale della baldoria'. Enfatizza la battuta di Duvivier: 'Nessuno può fermare il Brasile il giorno in cui le nostre istituzioni raggiungono il livello del nostro Carnevale'. Per il columnist, il Carnevale non è in vendita; è creato da coloro che escono dal 'recinto recintato'.