Un comunicato del Ministero dell’Economia ha scatenato il panico sui social media, annunciando dichiarazioni online obbligatorie di donazioni dal 2026. Molti utenti temono di dover segnalare regali di Natale e paghette. In realtà, questa misura non introduce nuove obbligazioni fiscali.
Il 1º dicembre 2025, il Ministero dell’Economia ha emesso un comunicato stampa affermando che, a partire dal 1º gennaio 2026, le dichiarazioni di donazioni manuali e somme di denaro dovranno essere effettuate online. Ciò ha provocato forti reazioni sui social media. Un utente ha chiesto: «Sto sognando o dovremo dichiarare i regali di Natale e di compleanno alle autorità fiscali?». Un altro ha scherzato: «E i regali all’amante, vanno dichiarati?». L’onorevole Éric Ciotti ha criticato su X: «Il Grande Fratello fiscale macronista non lascerà un centimetro quadrato di vita privata ai francesi: paghette, regali… Dal 1º gennaio, tutto deve essere dichiarato alle autorità fiscali! Stiamo camminando sulla testa!».
La Direction générale des finances publiques (DGFiP) chiarisce che ciò non altera la legge vigente. «Non si tratta di una modifica legislativa. Non c’è una nuova tassazione sui beni. Cambia solo il metodo di dichiarazione», spiega. Attualmente, le dichiarazioni possono essere online o su carta, ma nell’ottobre 2025 oltre il 69 per cento era già digitale. Chi non ha accesso a internet o non è in grado di utilizzarlo è esentato e può recarsi in un centro fiscale per una versione cartacea.
I «regali d’uso», come quelli di Natale o le paghette, non sono soggetti a dichiarazione se dati per un’occasione speciale, hanno un valore ragionevole rispetto al patrimonio e al reddito del donante, e dipendono dal rapporto tra donatore e ricevente. Nel 2024, 167.000 donazioni sono state dichiarate su carta e 271.000 online. Solo l’1,7 per cento è stato tassato, grazie ad abbonamenti rinnovabili ogni 15 anni, come i 100.000 euro tra genitori e figli. Questo obbligo mira a tutelare i patrimoni ereditari e prevenire dispute tra eredi.