Email recentemente riesumate rivelano che il principe Andrew, duca di York, inviò fascicoli governativi sensibili su Vietnam e Singapore alla casella privata di Jeffrey Epstein nel 2010, mentre ricopriva il ruolo di rappresentante speciale del Regno Unito per il commercio internazionale. La rivelazione ha scatenato una grave crisi politica, con dimissioni nel governo del primo ministro Keir Starmer e nuove indagini della polizia. La situazione minaccia la stabilità del governo britannico in mezzo ad accuse di cattiva condotta.
Nel 2010, il principe Andrew ricopriva un ruolo chiave come rappresentante speciale del Regno Unito per il commercio internazionale, viaggiando in tour ufficiali finanziati dallo Stato. Tuttavia, documenti statunitensi recentemente resi pubblici mostrano che inoltrò valutazioni commerciali ed economiche sensibili sui mercati del Sud-est asiatico, inclusi Vietnam e Singapore, all'email privata di Jeffrey Epstein. Questi file, classificati come sensibili secondo le regole della funzione pubblica britannica, erano destinati esclusivamente a funzionari governativi e partner commerciali rilevanti. Il principe Andrew, 65enne, ha sempre negato ogni illecito nella sua associazione con Epstein, ma la polizia di Thames Valley ha confermato la scorsa settimana di star esaminando una nuova accusa relativa al trasporto di una donna a un indirizzo a Windsor. È stato privato dei titoli reali ed espulso da Royal Lodge in seguito alla decisione del re Carlo III dello scorso ottobre, segnando il suo passaggio da risorsa diplomatica a responsabilità legale. La crisi si è estesa al 10 di Downing Street, dove il primo ministro Keir Starmer ha espresso giovedì scuse cupe alle vittime di Epstein, affermando di essere stato «ingannato» sui legami di Peter Mandelson con il finanziere. Mandelson, nominato ambasciatore britannico negli Stati Uniti, si è dimesso dopo le rivelazioni che aveva condiviso informazioni sensibili con Epstein tra il 2009 e il 2010 mentre era segretario al Commercio. Ciò ha innescato le dimissioni di Morgan McSweeney, capo di gabinetto del primo ministro, che ha assunto la «piena responsabilità» per aver consigliato la nomina, e di Tim Allan, direttore della Comunicazione, dopo soli cinque mesi. In Parlamento, i deputati laburisti hanno descritto l'atmosfera come «cupa» e «tossica», con la vice primo ministro Angela Rayner che è intervenuta per evitare una sconfitta del governo su una mozione per la pubblicazione di documenti relativi alla nomina di Mandelson. La Metropolitan Police ha bloccato il rilascio di alcuni file a causa di un'indagine in corso su «mala condotta nell'ufficio pubblico», focalizzata su se le divulgazioni del 2010 abbiano causato violazioni della sicurezza o svantaggi commerciali per il Regno Unito. Starmer ora affronta un percorso sempre più stretto, con Rayner sempre più vista come la vera leader nella crisi.