Carles Puigdemont, presidente di Junts, ha interrotto i rapporti con Yolanda Díaz dopo che la leader di Sumar ha definito il suo partito 'razzista' e 'classista' in un'intervista radiofonica. Lo scontro avviene mentre Sumar cerca i voti di Junts per salvare un decreto di proroga del tetto ai prezzi degli affitti, che il partito catalano respinge insieme a PP e Vox. Junts ha sospeso le relazioni con Sumar finché la Díaz non ritirerà le sue parole.
Yolanda Díaz, seconda vicepremier spagnola e leader di Sumar, ha dichiarato in un'intervista a Más de Uno su Onda Cero che Junts è 'sempre' stato un partito 'razzista' e 'classista'. 'Conosco perfettamente chi è Junts', ha detto, prendendo le distanze dal partito indipendentista catalano. Ha inoltre osservato che né Junts né il PNV fanno parte del blocco progressista.
I commenti hanno provocato una risposta immediata da parte di Carles Puigdemont, che ha accusato la Díaz di 'bassezza morale' e ignoranza verso gli elettori di Junts. 'La prossima volta, chiedi al PP di farti diventare vicepresidente', ha ironizzato l'ex presidente catalano, augurandole 'bon vent', un ironico saluto di congedo catalano. Fonti di Junts hanno dichiarato di aver sospeso le relazioni con Sumar finché la Díaz non ritirerà le sue dichiarazioni.
Lo sfondo è l'imminente voto al Congresso sul decreto che estende il tetto ai prezzi degli affitti per il 2026 e il 2027. Junts, con i suoi sette deputati, si allinea al PP e a Vox per respingerlo e ha proposto una propria deduzione fiscale IRPF del 15% per affitti o mutui. Sumar, tramite i contatti di Verónica Barbero ed Ernest Urtasun, cerca sostegno, ma la Díaz si è mostrata ottimista e ha esortato i cittadini a difendere i propri diritti in caso di fallimento.
La Díaz ha giustificato l'investitura di Pedro Sánchez del 2023 attraverso un programma concordato, negando l'inclusione di Junts nel blocco progressista. Puigdemont ha criticato lo stereotipo spagnolo che associa l'identità catalana alla borghesia di destra.