Dramatic courtroom illustration depicting the suspect in the Tainara Souza Santos femicide case facing upgraded charges of up to 40 years, with victim's family demanding justice.
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Caso Tainara Souza Santos: aggravamento accusa a femminicidio alza potenziale condanna del sospettato a 40 anni

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Un giorno dopo la morte di Tainara Souza Santos per le ferite nell’attacco di trascinamento del suo ex partner (vedi copertura precedente), Douglas Alves da Silva affronta ora accuse di femminicidio consumato, potenzialmente fino a 40 anni di carcere, tra le richieste di giustizia della famiglia.

Le autorità di São Paulo hanno elevato le accuse contro Douglas Alves da Silva, 26 anni, a femminicidio consumato dopo la morte il 24 dicembre 2025 di Tainara Souza Santos, 31 anni, che ha investito e trascinato per circa 1 km il 29 novembre lungo Marginal Tietê a Parque Novo Mundo/Jaçanã in una disputa per gelosia.

In precedenza accusato di tentato femminicidio (fino a 26 anni e 8 mesi), da Silva rischia ora fino a 40 anni secondo il Codice Penale, secondo l’atto d’accusa del procuratore Leonardo Sobreira Spina che cita fattori aggravanti: movente di vendetta e uso di mezzi che impediscono la difesa della vittima. L’inchiesta della Polizia Civile prosegue al 73º Distretto (Jaçanã), con indagine iniziale al 90º DP (Parque Novo Mundo). Da Silva, arrestato il 6 dicembre dopo la fuga, ha negato di conoscere Tainara o di volerle fare del male, affermando paura di un’aggressione nonostante gli avvertimenti di altri conducenti.

La madre di Tainara, Lúcia Aparecida da Silva, che in un’intervista a GloboNews aveva giurato di «essere le sue gambe», ha annunciato la morte su Instagram: «Con grande dolore... Ora è tempo di cercare giustizia». L’avvocato della famiglia, Fábio Costa, ha lamentato la perdita della testimonianza di Tainara sulla loro breve relazione passata.

Cosa dice la gente

Gli utenti di X esprimono indignazione e cordoglio diffusi per la morte di Tainara Souza Santos, attribuendola a un brutale femminicidio da parte dell’ex partner Douglas Alves da Silva, che ora rischia fino a 40 anni di carcere. I sentimenti includono richieste di pene più severe, critiche al machismo e alla violenza sistemica contro le donne in Brasile, solidarietà con la famiglia e appelli all’azione politica. Alcune voci esprimono scetticismo sulla clemenza giudiziaria e evidenziano il caso come emblematico delle statistiche sui femminicidi.

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