Telefónica convoca i sindacati per nuovo ERE che colpisce fino a 6.000 posti di lavoro

Telefónica ha convocato i sindacati UGT, CCOO e Sumados-Fetico per il 17 novembre per discutere dell’impatto sul personale del suo nuovo piano strategico, che potrebbe includere un ERE volontario che coinvolge tra 5.000 e 6.000 lavoratori. L’incontro segue la presentazione del piano 2026-2030, che prevede risparmi fino a 3.000 milioni di euro entro il 2030, inclusi i costi del personale. L’azienda mira a chiudere qualsiasi accordo entro la fine del 2025 per registrare le spese nell’esercizio fiscale corrente.

L’azienda di telecomunicazioni Telefónica ha programmato un incontro chiave con i rappresentanti sindacali per lunedì 17 novembre 2025. Spiegherà l’implementazione del nuovo piano strategico 2026-2030, presentato il 4 novembre, e il suo effetto sul personale. Fonti vicine alla questione indicano che potrebbe essere annunciato un esposto di regolazione dell’occupazione volontaria (ERE), basato su prepensionamenti e uscite incentivanti, che impatterà tra 5.000 e 6.000 posti di lavoro.

Il piano strategico prevede risparmi progressivi: 2,3 miliardi di euro entro il 2028 e 3 miliardi entro il 2030, una parte significativa dei quali relativa alle spese operative, inclusi gli stipendi. L’amministratore delegato Emilio Gayo ha dichiarato: «Nei numeri che abbiamo dato per i 2,3 miliardi (di euro di risparmi) nel 2028, di cui quasi il 75% sono ‘opex’ (spese operative, che includono i costi salariali), abbiamo incorporato tutti i risparmi che riteniamo fattibili. (...) Riguardo alla domanda specifica (su un possibile ERE), se quei risparmi includono questioni relative alle persone, quello che possiamo dire è che lo faremo sempre mano nella mano con i rappresentanti dei lavoratori».

L’intenzione è raggiungere un accordo entro la fine del 2025 o inizio gennaio 2026, per registrare i costi nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale corrente, evitando accantonamenti straordinari nel 2026. Questo segue perdite di 1,08 miliardi di euro fino a settembre dovute a vendite di sussidiarie. I sindacati si aspettavano questa comunicazione dopo le elezioni del 12 novembre in Telefónica Soluciones.

In ottobre, Telefónica e i sindacati hanno concordato un ‘quadro sociale’ che unifica i diritti lavorativi, enfatizzando l’uguaglianza, la riqualificazione e l’inclusione in mezzo ai cambiamenti tecnologici.

L’ultimo ERE, chiuso a gennaio 2024, ha portato a 3.420 uscite volontarie (su 5.124 proposte iniziali) in sussidiarie come Telefónica de España, Móviles e Soluciones, con un costo di 1,3 miliardi di euro e risparmi annuali di 285 milioni. Il presidente Marc Murtra, in un incontro interno l’7 novembre, ha espresso fiducia nel piano nonostante un calo del 16% del prezzo delle azioni, paragonandolo alle trasformazioni in KPN e British Telecom, senza menzionare l’ERE. Telefónica ha declinato di commentare.

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