Nel 50° anniversario del colpo di Stato militare del 1976, migliaia di persone hanno marciato dall'ex ESMA a Plaza de Mayo a Buenos Aires, fermandosi davanti all'abitazione di Cristina Kirchner, che ha salutato dal balcone con un fazzoletto bianco. Le organizzazioni per i diritti umani hanno letto documenti chiedendo risposte sui 30.000 desaparecidos e hanno scandito slogan per la liberazione di Cristina. Mobilitazioni simili hanno avuto luogo in tutto il Paese, mentre il Governo ha diffuso un video sulla cosiddetta memoria completa.
Il 24 marzo 2026, a 50 anni dal golpe civico-militare del 1976, oltre 40.000 militanti de La Cámpora hanno iniziato una marcia di 16 chilometri alle 9 del mattino dall'ex ESMA, nel quartiere di Núñez, verso Plaza de Mayo. Il corteo si è fermato al numero 1111 di via San José, dove Cristina Kirchner, che sta scontando una pena di sei anni ai domiciliari, è apparsa sul balcone, ha salutato la folla e ha mostrato un fazzoletto bianco con la scritta 'Memoria, Verdad y Justicia'. I manifestanti hanno chiesto la sua libertà con cori 'Cristina Libre' e hanno criticato il governo di Javier Milei per politiche ritenute simili a quelle della dittatura, con Mayra Mendoza che ha paragonato l'attuale modello alla 'miseria pianificata' di quell'epoca, definendo la Kirchner 'un programma di governo' in persona. Máximo Kirchner ha denunciato un modello di 'disumanizzazione' e un 'partito giudiziario' che la tiene 'sequestrata'. Horacio Pietragalla ha puntato il dito contro il 'discorso negazionista' del Governo e contro il 'lawfare' come erede dei colpi di Stato militari. Il governatore di Buenos Aires Axel Kicillof ha affermato che le piazze piene rispondono alle politiche economiche di stampo dittatoriale e che 'il futuro non è di Milei, il futuro è del popolo argentino'.