A seguito della sua performance rivoluzionaria al Concerto di Capodanno 2026 della Filarmonica di Vienna — come dettagliato nella copertura precedente —, lo stile carismatico di Yannick Nézet-Séguin, con unghie laccate e capelli tinti, ha suscitato sia elogi per aver democratizzato la musica classica sia reazioni respinte come omofobe.
L'approccio dinamico di Nézet-Séguin, inclusi gli spostamenti tra il pubblico durante la Marcia di Radetzky, ha creato un'atmosfera festosa e inclusiva che ha attratto milioni di persone non abituate ai concerti classici. Mentre alcuni critici lo hanno deriso come un « clown » o un « buffone » — insinuazioni ritenute radicate nell'omofobia —, la sua miscela di spettacolo e arte ha ricevuto ampi consensi per aver sfidato la solennità del genere.
Trasmesso su televisioni pubbliche come RTVE sotto la presidenza di José Pablo López, l'evento sottolinea il potenziale di piattaforme prestigiose come il Musikverein di Vienna nel trasmettere la gioia dell'arte senza sottovalutare il pubblico. Nézet-Séguin esemplifica come i direttori d'orchestra possano rendere accessibile l'alta cultura, ispirando i broadcaster pubblici a promuovere contenuti esigenti in un contesto di tradizioni in evoluzione.