Giudici dissenzienti criticano l'assoluzione nel caso Sala come messaggio perturbante

Due magistrati della Corte Costituzionale hanno espresso dissenso dall'assoluzione di Miguel López per l'omicidio della suocera nel 2016. In voti particolari, sostengono che la decisione invia un 'messaggio perturbante' e priva i procuratori di un processo equo. Il caso ha attraversato più livelli giudiziari dopo la distruzione di una sentenza iniziale.

La Corte Costituzionale ha recentemente confermato l'assoluzione di Miguel López, genero di Maricarmen Martínez – vedova dell'ex presidente della Caja de Ahorros del Mediterráneo (CAM) – per il colpo fatale che l'ha uccisa nell'azienda familiare nel 2016, noto come 'caso Sala'. Tuttavia, due magistrati della Sala hanno emesso voti particolari dissenzienti, accessibili nella sentenza e rivelati da EL MUNDO, criticando aspramente la decisione della maggioranza.

I giudici dissenzienti sostengono che la sentenza 'invia un messaggio perturbante' privando le accuse – quella particolare esercitata dall'unico figlio della vittima, Vicente Sala Martínez, e la Procura della Repubblica – 'dell'opportunità di un processo equo o imparziale'. Contendono che non si possa attribuire alle accuse alcuna 'inattività o passività', poiché il magistrato presidente del processo della giuria ha assunto una posizione preliminare che rendeva 'qualsiasi allegazione impraticabile' per le parti.

Il caso risale a un processo tra ottobre e novembre 2019, in cui una sentenza iniziale di colpevolezza è stata distrutta dal magistrato presidente, considerandola insufficientemente motivata. Il figlio della vittima ha invocato una situazione di indifesa a causa di questa distruzione, una posizione sostenuta dalla Corte Suprema ma respinta la scorsa settimana dalla Corte Costituzionale, che ha osservato che l'avvocato di López, Francisco Ruiz Marco, avrebbe potuto appellarsi all'epoca.

I dissenzienti concludono che 'l'unico modo per ripristinare l'equità del processo fratturato dalla certa mancanza di abilità e prudenza del magistrato presidente è retroagire il processo affinché proceda davanti a una nuova giuria'. Sottolineano che ciò rimedia a una 'violazione di una garanzia essenziale' per le accuse, cruciale per il giusto processo.

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