L'Agenzia per la tutela dei consumatori (CPA) egiziana ha condotto 1.358 campagne a livello nazionale dal 1° marzo al 28 aprile, rilevando 3.475 violazioni e sequestrando oltre 290 tonnellate di beni non idonei o non tracciabili. I dati sono stati diffusi martedì durante una riunione della sala operativa centrale presieduta dal capo dell'agenzia, Ibrahim Al-Segini. L'iniziativa mira a contrastare la manipolazione dei prezzi e a garantire la disponibilità di beni strategici.
Le campagne hanno interessato 14.743 esercizi commerciali in tutto l'Egitto, portando al sequestro di 128 tonnellate di prodotti alimentari scaduti o di origine ignota, oltre a 164 tonnellate di mangimi e fertilizzanti non idonei o non tracciabili. Le autorità hanno inoltre confiscato 74.645 confezioni di alimenti in scatola e bevande scadute, e 14.919 pacchetti di prodotti del tabacco di origine ignota. Delle violazioni riscontrate, 315 riguardavano la manipolazione diretta dei prezzi.
Durante la riunione tenutasi presso la sede della CPA nel Nuovo Cairo, l'agenzia ha reso noto di aver ricevuto 32.913 reclami da parte dei consumatori, di cui 184 relativi alla manipolazione dei prezzi, tutti gestiti secondo le procedure legali. Al-Segini ha collegato la stabilità del mercato alla sicurezza economica dei cittadini, dichiarando: “L'agenzia non tollererà alcun tentativo di manipolare i prezzi o di danneggiare i diritti dei cittadini”.
Il responsabile ha ordinato alle squadre di mantenere un livello di allerta elevato e di intensificare le ispezioni a sorpresa presso punti vendita, mercati tradizionali e siti di e-commerce, puntando a contrastare monopoli, merci riciclate e prezzi non esposti, con particolare attenzione alle aree remote. Al-Segini ha infine sollecitato un costante coordinamento con l'Autorità nazionale per la sicurezza alimentare, le Direzioni per l'approvvigionamento e il commercio interno e la Polizia annonaria, elogiando le filiali regionali per il lavoro svolto nel bloccare l'afflusso di beni illeciti.