Il 2 marzo 2026, il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato alla base navale dell'Île Longue vicino a Brest, svelando la 'deterrenza avanzata' per associare otto paesi europei alla strategia nucleare francese in mezzo alle minacce russe e ai dubbi sull'impegno NATO degli Stati Uniti. Ha ordinato un aumento delle testate nucleari—attualmente stimate a 290—finanziato tramite un aggiornamento della legge di programmazione militare che aggiunge 36 miliardi di euro, mentre ha dato il nome al prossimo sottomarino nucleare 'L'Invincible'. Questa iniziativa preserva la sovranità francese senza condividere armi o decisioni di lancio.
Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione dalla base sottomarina dell'Île Longue a Brest il 2 marzo 2026, sede della componente di deterrenza nucleare oceanica della Francia. In un contesto di sconvolgimenti geopolitici—inclusa la guerra in Ucraina sotto l'ombra nucleare russa, un recente offensiva israelo-americana in Iran e la fragilità percepita della garanzia NATO statunitense—ha descritto l'epoca come un 'periodo di rottura pieno di rischi' e ha annunciato una 'grande evoluzione' nella dottrina nucleare francese. La 'deterrenza avanzata' estende la protezione nucleare francese all'Europa come uno strato intermedio tra la deterrenza nazionale e quella NATO, senza 'condividere la fabbricazione, il possesso o gli ordini di lancio' delle armi. Gli interessi vitali rimangono una valutazione sovrana francese. Otto paesi hanno accettato di partecipare: il Regno Unito, la Germania, la Polonia, i Paesi Bassi, il Belgio, la Grecia, la Svezia e la Danimarca. Gli alleati parteciperanno agli esercizi nucleari francesi, con possibili dispiegamenti di elementi strategici e segnalazioni al di là dei confini francesi. Questo si basa sull'appello di Macron del 2020 per una dimensione europea della deterrenza e sullo sviluppo indipendente della Francia dagli anni '60 al di fuori della NATO. Le misure chiave includono l'aumento dell'arsenale di testate nucleari, senza cifre future precise divulgate. La ministra delle Forze armate Catherine Vautrin ha specificato il finanziamento attraverso l'aggiornamento della legge di programmazione militare (LPM), aggiungendo 36 miliardi di euro ai 413 miliardi per il 2024-2030; la deterrenza rappresenta il 13% del bilancio della difesa 2026 di 57,1 miliardi di euro, coperto da una 'sovrattassa'. La delegata ministra Alice Rufo ha sottolineato il mantenimento di una 'potenza distruttiva' per la credibilità nelle crisi, tramite dottrine convergenti, capacità convenzionali condivise (spazio, allarme precoce, difesa missilistica, missili a lungo raggio) e modernizzazioni come il missile M51.3 e gli sviluppi ipersonici. Il prossimo sottomarino SNLE, 'L'Invincible', entrerà in servizio nel 2036. Gli sforzi bilaterali includono un accordo franco-danese, un gruppo di pilotaggio franco-tedesco con esercitazioni congiunte, legami rafforzati con il Regno Unito e lo sviluppo Francia-Germania-Regno Unito di missili a lunghissimo raggio nell'ambito di ELSA. L'Europa ha accolto con favore l'offerta, in un contesto di crescente sfiducia verso gli Stati Uniti, la cui ultima National Defense Strategy omette la 'deterrenza estesa'. Le reazioni sono miste: Rassemblement National lo rileva ma solleva interrogativi sulla dispersione delle risorse; Bruno Retailleau dei Les Républicains si dice rassicurato sulla sovranità; Jean-Luc Mélenchon lo giudica positivo ma chiede un controllo parlamentare; i Socialisti accolgono l'ambizione europea invocando un dibattito. Le ONG come ICAN denunciano una corsa agli armamenti, stimando 50-100 testate nucleari in più nel giro di un decennio. Macron ha esortato gli europei a 'prendere in mano il loro destino', in parallelo con il nucleare civile che genera il 70% dell'elettricità francese.