Lula solleva dagli incarichi i ministri candidati alle elezioni del 2026

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha ufficializzato le dimissioni dei ministri che lasceranno i propri incarichi per candidarsi alle elezioni di ottobre. I cambiamenti sono apparsi sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo e del 1 aprile. Almeno 20 dei 38 ministri lasceranno l'incarico entro sabato.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) ha approvato le dimissioni di diversi ministri di alto livello che intendono partecipare alle elezioni di ottobre. I decreti sono stati pubblicati nelle edizioni della Gazzetta Ufficiale di martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile, con la nomina dei sostituti. I principali cambiamenti includono l'uscita di Paulo Teixeira (PT) dal Ministero dello Sviluppo Agrario e dell'Agricoltura Familiare, sostituito da Fernanda Machiaveli. Silvio Costa Filho (Republicanos) lascia il dicastero dei Porti e Aeroporti, sostituito da Tomé Barros Monteiro da Franca. Altre uscite riguardano Sonia Guajajara (PSOL) dai Popoli Indigeni, sostituita da Eloy Terena, e Marina Silva (Rede) dall'Ambiente, sostituita da Paulo Capobianco. Simone Tebet (MDB) lascia la Pianificazione per Bruno Moretti, Renan Filho (MDB) i Trasporti per George André Palermo Santoro, e Carlos Fávaro (PSD) l'Agricoltura per André de Paula. Allo Sport, André Fufuca (PP) è sostituito da Paulo Henrique Cordeiro Perna. Marcelo Freixo (PT) lascia Embratur. Il termine per l'incompatibilità scade sabato 4 aprile, sebbene molte uscite siano già effettive. All'Istruzione, Camilo Santana dovrebbe lasciare l'incarico, con Leonardo Barchini che ne prenderà il posto. Complessivamente, 20 ministri si faranno da parte per candidature, nuovi incarichi o per la campagna presidenziale.

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