Mentre si trovava in detenzione preventiva nel caso Master, il banchiere Daniel Vorcaro è stato preso di mira da una truffa su WhatsApp da parte di un uomo che si spacciava per il procuratore federale 'Dr. Aníbal Vidal'. La conversazione, ottenuta da una rubrica giornalistica, ha attirato l'attenzione della Polizia Federale, con la Procura Generale della Repubblica che conferma l'inesistenza di tale procuratore.
In un nuovo sviluppo nelle indagini in corso su Daniel Vorcaro — arrestato il 4 marzo nella terza fase dell'Operation Compliance Zero — un truffatore si è spacciato per 'Dr. Aníbal Vidal, procuratore federale del MPF' per contattare l'ex proprietario di Banco Master via WhatsApp. L'impostore insisteva per un incontro rapido per consegnare documenti all'azienda, scrivendo: “I have documentation to send to the company and, before sending, I need to speak with the friend.” Vorcaro, che stava partecipando a un'udienza, ha rifiutato e ignorato le chiamate successive. La conversazione ha attirato l'attenzione della Polizia Federale. La Procura Generale della Repubblica (PGR) ha verificato che non esiste un procuratore del MPF con quel nome, suggerendo che la truffa mirava a un incontro di persona che Vorcaro, diffidente per esperienza, ha evitato. Questo incidente fa seguito alle indagini sul caso Master, che coinvolgono frodi bancarie in cui Vorcaro è accusato di aver coordinato intimidazioni. Le recenti azioni della CPI includono la rimozione del segreto per il cognato Fabiano Campos Zettel e la convocazione di ex funzionari della Bank of Brazil. L'STF esaminerà l'arresto di Vorcaro, con il ministro Dias Toffoli che valuta il suo ruolo.