Un giudice ha disposto il carcere cautelare per un 19enne accusato di omicidio nella morte del padre a Fuenmayor, in La Rioja, nel pomeriggio di Capodanno. L'episodio è scaturito da violenze domestiche, con il padre che ha aggredito la madre con una barra di ferro, spingendo il figlio a intervenire per proteggere la famiglia. La Guardia Civil indaga come legittima difesa in un contesto di abusi continuati.
Il 31 dicembre 2025, intorno alle 17:30, la Guardia Civil ha ricevuto una chiamata da un minore che chiedeva aiuto al numero 9 di calle Veracruz a Fuenmayor, un comune di 3.300 abitanti in La Rioja. Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato il padre di 54 anni morto nell'appartamento al piano terra con multiple ferite alla testa. Viveva con la moglie e tre figli, due dei quali minorenni. Gli oggetti della casa vengono esaminati come possibili armi.
Le indagini mostrano che il padre, con precedenti di abusi, ha aggredito la compagna con una barra di ferro in modo ostile e aggressivo. Il figlio maggiore, di 19 anni, è intervenuto sentendo le urla, impugnando un coltello per proteggere la madre e i fratelli, temendo per la loro incolumità. Lo scontro è degenerato, culminando nella ferita fatale al padre da un colpo. La Guardia Civil considera l'episodio radicato in violenze di genere continuate: la madre era nel sistema Viogén fino al 2012, ma gli abusi sono ripresi di recente, creando paura e disperazione in casa.
Il giudice ha accusato il giovane di omicidio e disposto la detenzione cautelare. Nella tranquilla cittadina di Fuenmayor, è stato osservato un minuto di silenzio organizzato dal municipio con circa 50 partecipanti, in coordinamento con il governo della La Rioja e la Delegazione di Governo.
La delegata Beatriz Arraiz ha condannato la tragedia: «deriva da un atto di violenza di genere del padre contro la madre che purtroppo ha portato il figlio a uccidere il padre.» Il sindaco Alberto Peso ha descritto la famiglia come arrivata quattro o cinque anni fa, integrata senza sospetti precedenti: «Fuenmayor è una piccola città pacifica, e questo fatto ci rattrista molto.» Risorse come il numero verde 016 supportano le vittime di violenza machista.