Tre sciatori sono morti domenica in tre valanghe distinte nelle Alpi francesi, portando il bilancio del fine settimana a sei dopo tre vittime sabato. Le autorità avevano avvertito di un alto rischio valanghe da venerdì. Centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati dalla neve nella zona.
Il fine settimana dell'10-11 gennaio 2026 è stato segnato da una tragica serie di valanghe nelle Alpi francesi, con sei sciatori uccisi in totale. Sabato, tre persone sono morte fuori pista: due a Val d'Isère e una a Arêches-Beaufort, in Savoia. Domenica sono stati segnalati altri tre incidenti mortali. A La Plagne, uno sciatore britannico di circa 50 anni è stato sepolto sotto 2,5 metri di neve nel primo pomeriggio. Nonostante l'intervento di 52 soccorritori, cani da valanga e un elicottero, è stato localizzato dopo 50 minuti ma non è stato rianimato, secondo un comunicato della stazione. A Courchevel, uno sciatore è stato trovato morto a tarda mattina sotto una slavina, senza ulteriori dettagli forniti dalla stazione. A Vallorcine, Alta Savoia, uno sciatore freeride di 32 anni è stato travolto da una valanga nel tardo pomeriggio, scagliato contro un albero senza essere sepolto; è morto per le ferite, ha detto il Plotone di Gendarmeria di Alta Montagna di Chamonix (PGHM). Da venerdì, Météo-France e la prefettura di Savoia avevano emesso avvisi di rischio valanghe 'alto' (livello 4 su 5) in quasi tutti i massicci alpini, esortando a 'estrema vigilanza' e sconsigliando vivamente lo sci fuori pista. 'Il passaggio di un singolo sciatore può innescare grandi valanghe', aveva avvertito un meteorologo. La prefettura di Savoia ha registrato almeno sei valanghe solo domenica mattina nelle aree sciistiche del dipartimento. Nel frattempo, la neve abbondante ha bloccato le strade. Circa 800 automobilisti hanno passato la notte da sabato a domenica in tre palestre a Moûtiers, importante snodo stradale savoiardo; tutti sono partiti domenica mattina, ha detto la prefettura. A Val Thorens, 29 persone hanno dormito in un centro di emergenza e altre 40 sono rimaste bloccate in un autobus per Arc 2000. Un surfista a Tignes-le-Lac è rimasto ferito, trascinato nel lago e ricoverato per ipotermia. Questi eventi evidenziano i pericoli delle condizioni invernali estreme nelle Alpi, nonostante le misure preventive.