Stella dei Golden State Warriors Stephen Curry, fermo dal 30 gennaio per ginocchio del corridore, ha espresso fiducia nel tornare quest'anno durante allenamenti individuali, dopo la quinta sconfitta consecutiva della squadra contro i New York Knicks. I Warriors (32-35) si aggrappano al nono posto nell'Ovest con 14 partite rimaste.
Dopo l'estensione della sua assenza annunciata a marzo, Stephen Curry ha detto a Nick Friedell di The Athletic dopo la sconfitta di domenica 110-107 contro i Knicks: 'Non è questo che siamo. Se abbiamo qualcosa per cui giocare, giochiamo. Quindi, sto lavorando per tornare.' I Warriors, una partita avanti sul Portland decimo classificato, affrontano i Washington prossimi in mezzo a sette sconfitte nelle ultime otto partite. I Warriors (32-35) si aggrappano al nono posto nell'Ovest con 14 partite rimaste. La squadra è falcidiata dagli infortuni: Moses Moody (distorsione al polso destro dal 2 marzo), Draymond Green (indolenzimento alla schiena), De'Anthony Melton (ginocchio sinistro) e l'acquisito via scambio Kristaps Porziņģis (recupero da malattia). Le recenti aggiunte come Omer Yurtseven (contratto di 10 giorni) hanno aiutato, ma altri si sono infortunati nella sconfitta di venerdì 127-117 contro i Minnesota, tra cui Al Horford (polpaccio), Seth Curry (adduttore) e Quentin Post (caviglia). Jimmy Butler resta fuori per tutta la stagione con una rottura del legamento crociato anteriore (ACL). L'allenatore Steve Kerr ha definito la sua squadra 'martoriata come non ricordo nessuna altra squadra'. Curry, in miglioramento secondo Kerr, dà priorità alla sicurezza: 'Posso giocare in sicurezza, essere me stesso in campo e non mettermi in pericolo a breve o lungo termine?' Ha confermato una possibilità 'sicura' di ritorno se in salute.