Storia e tradizioni dietro la 102ª Vasaloppet

La 102ª Vasaloppet, la più grande gara di sci di fondo al mondo, ha riunito oltre 15.000 sciatori d'élite e amatoriali sul suo iconico percorso di 90 km da Sälen a Mora lo scorso fine settimana. Tra nevicate abbondanti, Oskar Kardin ed Emilie Fleten hanno conquistato la vittoria, mentre le profonde radici storiche dell'evento e le sue uniche tradizioni hanno alimentato la resistenza dei partecipanti.

Alla drammatica vittoria di Oskar Kardin nella gara maschile e alla dominazione di Emilie Fleten in quella femminile—tra condizioni nevose estenuanti che hanno rallentato i tempi e portato a quasi 3.000 ritiri—la 102ª Vasaloppet ha evidenziato la sua fusione di sport ed eredità storica. Competitori hanno bruciato circa 8.000 calorie sul terreno impegnativo, sostenuti dai posti di controllo che offrivano la tradizionale blåbärssoppa (zuppa di mirtilli Ekström), un alimento leggero ed energizzante scandinavo. La gara commemora gli eventi del 1521, quando Gustav Eriksson (poi re Gustavo Vasa) fuggì da Sälen verso Mora, radunando forze per liberare la Svezia dal dominio danese. Lanciata formalmente nel 1922, la Vasaloppet perdura come attrazione globale, incarnando l'eredità sciistica svedese e l'orgoglio nazionale.

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Il francese Oskar Kardin ha trionfato nella gara maschile del 102° Vasaloppet il 1 marzo 2026 in 4:14:45,5 dopo aver cambiato sci a metà gara sotto neve pesante sul percorso di 90 km da Sälen a Mora. La norvegese Emilie Fleten ha dominato la gara femminile in 4:24:26,3, mentre il francese Jérémy Royer ha ottenuto un ottimo 16° posto.

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La Norvegia ha conquistato un record di 18 medaglie d'oro ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, di cui 17 dalle discipline sciistiche, guidate dalle sei medaglie d'oro senza precedenti di Johannes Klæbo nello sci di fondo. In mezzo ai trionfi, sono sorte sospette sull'uso di cere fluorurate vietate da parte degli atleti norvegesi, provocando proteste da parte di altre squadre. I Giochi hanno presentato anche momenti storici, inclusa la prima gara femminile sui 50 km a tecnica classica e un'interruzione virale da parte di un cane.

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