Lunedì trenta deputati della commissione d'inchiesta sul servizio pubblico radiotelevisivo voteranno sulla pubblicazione del rapporto del relatore Charles Alloncle. Il documento propone misure controverse come il divieto dei reality show su France Télévisions e la fusione di alcuni canali. La tensione all'interno della commissione è alta, con il presidente Jérémie Patrier-Leitus che sostiene la trasparenza pur criticando le fughe di notizie alla stampa.
La commissione d'inchiesta sul servizio pubblico radiotelevisivo, avviata da quattro o cinque mesi, conclude i propri lavori tra accese polemiche. Redatto dal deputato dell'UDR Charles Alloncle, il rapporto finale raccomanda risparmi drastici: la fusione e il taglio di canali, la riduzione del budget dedicato a intrattenimento e giochi su France Télévisions, e il ritorno alla nomina dei vertici da parte del Presidente della Repubblica previo parere del Parlamento e dell'Arcom.
Tra le proposte più sorprendenti figura il divieto di trasmettere reality show sui canali di France Télévisions. “Charles Alloncle propone di vietare i reality show dagli schermi di France Télévisions, mentre questa stessa commissione d'inchiesta sul servizio pubblico è diventata essa stessa un reality”, commenta stizzito un deputato rimasto anonimo.
Il presidente della commissione Jérémie Patrier-Leitus (Horizons) desidera che il rapporto venga pubblicato “nell'interesse della trasparenza verso i cittadini francesi”. Critica, tuttavia, “la pubblicazione sulla stampa di proposte contenute nel rapporto, violando le rigide regole che disciplinano le commissioni d'inchiesta” prima del voto.
La votazione, prevista per lunedì alle 14:30 presso l'Assemblea nazionale a porte chiuse, vedrà contrapposti i 30 membri della commissione. Un voto favorevole consentirebbe la pubblicazione una settimana dopo; una bocciatura, sebbene rara, la impedirebbe.