Dieci presidenti di regione francesi hanno pubblicato una tribuna in cui si oppongono a un disegno di legge volto a creare una collettività unica dell'Alsazia, che di fatto la separerebbe dalla regione Grand Est. Il testo sarà esaminato dall'Assemblea nazionale il 7 aprile. I firmatari lo denunciano come una mossa clientelare che soddisfa le richieste dell'estrema destra.
In una tribuna pubblicata domenica su La Tribune, dieci presidenti regionali, tra cui Franck Leroy del Grand Est, Carole Delga dell'Occitania e Valérie Pécresse dell'Île-de-France, descrivono il disegno di legge del gruppo Ensemble pour la République come un "errore istituzionale, politico e storico".
Previsto per l'esame dell'Assemblea nazionale il 7 aprile, il disegno di legge propone una "collettività unica dell'Alsazia" a dieci anni di distanza dalle fusioni regionali avvenute sotto François Hollande. I firmatari affermano che esso risponde perfettamente alle "richieste dell'estrema destra" di smantellare le regioni e ne mettono in discussione la tempistica in un momento di crisi economiche, climatiche e geopolitiche senza precedenti.
"Dobbiamo ricucire piuttosto che strappare, unire piuttosto che smembrare, federare piuttosto che dividere", scrivono, avvertendo che ciò stimolerà altre lobby locali a chiedere l'autonomia. Sottolineano inoltre la presenza nel disegno di legge di una nuova tassa per finanziare la transizione, che mina le promesse di risparmio.
Durante un evento a Parigi giovedì, organizzato per i dieci anni delle nuove regioni, Carole Delga ha messo in discussione l'urgenza di modificare l'attuale "stratificazione" istituzionale, mentre Franck Leroy ha definito il progetto "costruito sulla sabbia" e privo di uno studio d'impatto. I presidenti esortano il governo a "porre fine a questo passo indietro".