Valérie Pécresse rifiuta qualsiasi alleanza con il Rassemblement National

Valérie Pécresse, candidata presidenziale dei Repubblicani nel 2022, si oppone fermamente a qualsiasi unione con il Rassemblement National in un articolo di fondo pubblicato il 14 dicembre. Esorta il suo partito a non vendersi e a ricentrarsi sui propri valori per rilanciare la Francia. Questa posizione arriva mentre alcuni all'interno dei Repubblicani considerano tale alleanza.

Valérie Pécresse, presidente della regione Île-de-France e candidata dei Repubblicani (LR) alle elezioni presidenziali del 2022, nelle quali ha ottenuto il 4,78 % dei voti al primo turno, rifiuta fermamente qualsiasi alleanza con il Rassemblement National (RN). In un articolo di fondo pubblicato il 14 dicembre su La Tribune Dimanche, dichiara: «Dopo un decennio di deriva senza bussola, la Francia ha bisogno di una rotta e di una bussola, non di un giravento che la porti al naufragio».

Critica sia il RN sia La France Insoumise (LFI), definendoli «due facce della stessa strada senza uscita». Per lei, LFI significa «una Francia divisa e rovinata», mentre il RN nasconde sotto «gli abiti del salvatore» un programma economico modellato sull'estrema sinistra, continui voltafaccia sull'Europa e una preoccupante fascinazione per Vladimir Putin e Donald Trump.

Pécresse avverte i membri del partito tentati da un'unione con l'estrema destra: «Allearci con il RN significa cancellarsi. Significa diventare i suoi ausiliari, il suo marchio di rispettabilità». Sottolinea: «La destra non è in vendita! Non esiste per fare da trampolino ad altri». Propone invece un'alleanza al primo turno delle prossime elezioni presidenziali tra ex membri UMP, gaullisti, centristi, aderenti a Horizons e sostenitori delusi di Macron.

Questa posizione riflette i dibattiti interni ai Repubblicani, in particolare dopo l'uscita del libro di Nicolas Sarkozy Il diario di un prigioniero, che invita alla più ampia possibile riunione senza esclusioni. Nel frattempo, Xavier Bertrand, presidente LR della regione Hauts-de-France, riafferma la sua opposizione agli estremi: «Né LFI né Rassemblement National».

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