Il governo del primo ministro Sébastien Lecornu mantiene la minaccia di sciogliere l'Assemblea Nazionale se censurato sull'accordo Mercosur o sul bilancio 2026, con elezioni anticipate preparate insieme a quelle municipali di marzo per scoraggiare il sostegno di PS e LR alle mozioni d'opposizione. Come riportato in precedenza, Hollande e Barnier criticano la tattica; PS conferma di non appoggiare censure e guarda alle trattative sul bilancio di lunedì.
Partendo dall'annuncio di venerdì che ha incaricato il ministro dell'Interno Laurent Nuñez di organizzare elezioni legislative il 15 e 22 marzo – coincidenti con le municipali –, il governo cerca di stabilizzare la sua posizione in un'Assemblea frammentata. Ciò mette pressione sui moderati in mezzo alle mozioni di sfiducia di RN e LFI sul trattato UE-Mercosur, approvato nonostante l'opposizione francese. Il bilancio 2026, respinto in commissione sabato, va al dibattito plenari dell'Assemblea da martedì. Il leader PS Olivier Faure ha ribadito il rifiuto del suo partito di sostenere censure su Mercosur, citando il voto contrario della Francia, e ha annunciato negoziati lunedì a Bercy per concessioni come una sovrattassa sui profitti aziendali, finanziamenti ecologici e bonus attività. L'ex presidente François Hollande ha definito la minaccia «assurda», avvertendo di interferenze nelle elezioni locali e sostenendo l'articolo 49.3 per un'approvazione rapida del bilancio invece di ordinanze. Michel Barnier di LR l'ha denunciata come «presa in ostaggio» delle municipali democratiche, esortando compromessi senza spese non finanziate.