In seguito all'adozione unanime da parte del Parlamento di una legge finanziaria speciale il 23 dicembre 2025 per colmare il finanziamento in mezzo alle fallite trattative sul bilancio 2026, il primo ministro Sébastien Lecornu insiste che un compromesso resta possibile a gennaio. Tuttavia, la misura – simile a quella dell'anno scorso – prolunga l'incertezza radicata nello scioglimento dell'Assemblea Nazionale di giugno 2024, con significativi costi fiscali e politici.
L'instabilità politica innescata dallo scioglimento dell'Assemblea Nazionale da parte del presidente Emmanuel Macron il 9 giugno 2024 ha bloccato le negoziazioni sul bilancio per oltre 2,5 mesi, culminando nel fallimento della commissione mista il 19 dicembre. La legge finanziaria provvisoria finanzia temporaneamente lo Stato, le amministrazioni e le autorità locali, evitando uno shutdown ma a un prezzo elevato.
Lecornu vede l'esito come una battuta d'arresto parziale, in contrasto con il recente compromesso sul bilancio della sicurezza sociale raggiunto senza invocare l'articolo 49.3. Ha sottolineato che accantonare i «calcoli politici» potrebbe consentire un accordo, inquadrando il ritardo come «non una debolezza». Tuttavia, Macron ha premuto per una risoluzione rapida durante il Consiglio dei Ministri del 22 dicembre, suggerendo l'uso del 49.3 o decreti se necessario.
I costi fiscali si accumulano: Bercy stima la legge simile dell'anno scorso a 12 miliardi di euro (cifra contestata), mentre congela gli investimenti in difesa ed energia. Senza soglie dell'imposta sul reddito indicizzate all'inflazione, circa 200.000 nuclei familiari rischiano nuove passività fiscali. L'Osservatorio Economico Francese prevede un shortfall di entrate di 6,5 miliardi di euro nel 2026. Il rinvio dei dibattiti a gennaio aggrava la stanchezza democratica e la sfiducia pubblica, specialmente con il debito nazionale in aumento e senza una traiettoria chiara di riduzione del deficit, a soli 16 mesi dalle elezioni.