Come previsto tra le tensioni pre-CMP, la commissione mista sul disegno di legge finanziaria 2026 è fallita il 19 dicembre, spingendo il governo del primo ministro Sébastien Lecornu a presentare una legge speciale per l'esame parlamentare lunedì sera per evitare lo shutdown finanziario dello Stato dal 1º gennaio.
La commissione parlamentare mista (CMP), tenutasi il 19 dicembre all'Assemblea Nazionale, ha confermato il vicolo cieco tra deputati e senatori sul disegno di legge finanziaria (PLF) 2026, con il Senato a guida destra che dà priorità ai tagli e la sinistra dell'Assemblea che cerca aumenti di entrate, riecheggiando le tensioni riportate prima della sessione.
Il primo ministro Lecornu ha annunciato il fallimento su X, criticando la 'mancanza di volontà' di alcuni parlamentari, e ha incaricato i servizi di Matignon di preparare un progetto di legge speciale tramite il Consiglio di Stato. Questa misura tecnica, simile al processo di fine anno 2024 dopo la caduta del governo Barnier, proroga i crediti 2025 per servizi pubblici, tasse e indebitamento. La tempistica prevede un parere rapido del Consiglio di Stato, una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri lunedì sera, dibattito parlamentare accelerato e promulgazione.
Le reazioni dell'opposizione si sono intensificate: figure del Senato come Mathieu Darnaud (LR) e Hervé Marseille (UDI) hanno accusato il governo di aver orchestrato l'impasse favorendo negoziati con la sinistra; il leader PS Olivier Faure ha incolpato l'intransigenza della destra del Senato; il relatore LR Jean-François Husson ha criticato l'inerzia del governo sul consenso.
Il governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau ha avvertito su France Inter di un deficit superiore al 5% del PIL senza riforme, mentre la portavoce del governo Maud Bregeon ha chiesto di guardare oltre la politica elettorale del 2027.
Lecornu prevede consultazioni con i leader da lunedì, mirando alla ripresa dei colloqui sul bilancio a gennaio.