Nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2025, l'Assemblea Nazionale francese ha respinto quasi all'unanimità la prima parte del progetto di legge finanziaria per il 2026, relativa alle entrate. Solo un voto favorevole e 84 astensioni sono stati registrati contro 404 rifiuti. Il testo iniziale del governo sarà inviato al Senato senza gli emendamenti adottati.
L'Assemblea Nazionale francese, più frammentata che mai, ha trovato un raro consenso respingendo quasi all'unanimità la prima parte del progetto di legge finanziaria per il 2026 (PLF), incentrata sulle entrate. Questo voto, avvenuto nella notte da venerdì 21 a sabato 22 novembre 2025, è senza precedenti nella storia della Quinta Repubblica: solo un deputato ha votato a favore, 404 contro e 84 si sono astenuti. Tutta la sinistra, la destra e l'estrema destra hanno votato contro, mentre MoDem e la maggioranza dei deputati di Renaissance si sono astenuti.
Dopo più di 125 ore di dibattiti accesi, in particolare sull'imposta di successione e quella sulle grandi aziende, il testo era stato profondamente rivisto. Eric Coquerel, deputato di La France insoumise (LFI) di Seine-Saint-Denis e presidente della commissione Finanze, lo aveva definito nell'ottobre un "bilancio Frankenstein, alla fine nessuno si riconoscerà in esso". Questa versione eterogenea prevedeva un aumento significativo di imposte e prelievi, portando i prelievi obbligatori dal 43,6% del PIL – un record europeo – al 44,9% nel 2026, puntando principalmente alle grandi imprese e ai molto ricchi.
Conseguenza immediata: l'Assemblea non esaminerà la seconda parte del bilancio, sulle spese. Il progetto iniziale del governo, come presentato da Sébastien Lecornu, torna al Senato senza incorporare nessuno degli emendamenti dibattuti. Il Parlamento nel suo insieme ha fino al 23 dicembre per adottare il testo finale, avviando una nuova corsa contro il tempo al Senato.