Dieci giorni prima del primo turno delle elezioni municipali 2026, Bruno Retailleau, presidente dei Les Républicains, ha denunciato da Le Blanc-Mesnil gli accordi tra La France Insoumise e altri partiti di sinistra in 122 comuni. Definisce questi patti 'accords de la honte'. Il Partito Socialista vede in ciò una diversione dalle alleanze locali tra destra ed estrema destra.
Bruno Retailleau, presidente del partito Les Républicains (LR) dal 2023, ha riaffermato il suo attaccamento alla tradizionale divisione destra-sinistra durante un discorso tenuto giovedì 5 marzo 2026 a Le Blanc-Mesnil, Seine-Saint-Denis. In vista del primo turno delle elezioni municipali, ha inscenato questa opposizione per denunciare ciò che chiama gli 'accords de la honte' tra La France Insoumise (LFI) e altre formazioni di sinistra. Secondo i calcoli forniti da LR, questi accordi riguardano 122 comuni dove LFI si schiera al primo turno con almeno uno dei tre principali partiti di sinistra: i Socialisti, i Verdi o i Comunisti. In 44 comuni, gli accordi coinvolgono addirittura tutte e quattro le formazioni. Esempi citati includono prefetture come Chartres, Beauvais e Niort. Il partito ha distribuito un dossier stampa con un codice QR che rimanda all'elenco dei comuni interessati, sulla base della propria classificazione. Dal punto di vista del Partito Socialista, questo attacco è visto come un tentativo di deviare l'attenzione dalle alleanze locali tra LR e i 'macronisti' (Renaissance, Horizons, MoDem), o tra la destra e l'estrema destra. Retailleau, ex ministro dell'Interno, teorizza un ritorno al panorama politico precedente all'arrivo di Emmanuel Macron, enfatizzando: 'Credo nel ritorno della divisione destra-sinistra.' Questo intervento avviene nel quadro delle elezioni municipali 2026, dove le forze politiche si confrontano su questioni locali con strategie di alleanza variegate.