Nel secondo turno delle elezioni municipali del 2026, La France insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon ha conquistato Roubaix, Creil, Vénissieux e La Courneuve, dopo la vittoria di Saint-Denis al primo turno. Tuttavia, le alleanze con il resto della sinistra sono fallite nella stragrande maggioranza dei casi, tra cui a Tolosa, Besançon, Strasburgo e Limoges.
Le elezioni municipali del 2026 si sono concluse il 22 marzo con un secondo turno in cui La France insoumise (LFI), guidata da Jean-Luc Mélenchon, ha ottenuto vittorie limitate nonostante un buon risultato al primo turno. Dopo la vittoria a Saint-Denis nel voto iniziale, LFI ha conquistato Roubaix con David Guiraud al 53,19% dei voti, Vénissieux nel Rodano, Creil nell'Oise e La Courneuve nella Seine-Saint-Denis. Questi successi sono concentrati in aree come Seine-Saint-Denis, il Nord, Hauts-de-Seine, Rodano e Val-d'Oise, con sette candidati di LFI nella Seine-Saint-Denis o nel Nord, cinque in Hauts-de-Seine e quattro nel Rodano e in Val-d'Oise. Complessivamente, 51 candidati di LFI sono passati al secondo turno, più tre etichettati come 'estrema sinistra' dal Ministero dell'Interno a Quimper, Couëron e Avignone. Tuttavia, le fusioni e le alleanze con socialisti ed ecologisti sono fallite in gran parte. A Tolosa, François Piquemal ha ottenuto il 46,13% contro il 53,87% di Jean-Luc Moudenc. A Besançon, la sindaca uscente dei Verdi Anne Vignot, alleata con LFI, ha perso contro il candidato di destra Ludovic Fagaut. Sconfitte simili si sono verificate a Strasburgo e Limoges, dove Damien Maudet è stato battuto da Guillaume Guérin. Questa mappa dei risultati evidenzia il ruolo importante di LFI nelle grandi città e nella cintura rossa di Parigi, ma senza un successo diffuso nelle trattative tra i due turni.