Valencian school directors holding resignation documents in front of a school, with striking teachers in background
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I presidi valenciani minacciano dimissioni di massa se non si raggiunge un accordo sullo sciopero degli insegnanti

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I dirigenti delle scuole e degli istituti pubblici di Valencia hanno concordato di rassegnare le dimissioni in blocco questa settimana se il governo regionale non raggiungerà un accordo con gli insegnanti in sciopero. La migliore offerta salariale del governo autonomo è stata respinta dai sindacati, che continuano a negoziare.

I dirigenti degli istituti pubblici valenciani hanno concordato lunedì, durante un'assemblea a Picanya, di rassegnare le dimissioni in blocco qualora non si giunga a un accordo con gli insegnanti in sciopero. La decisione gode del sostegno delle tre associazioni regionali dei dirigenti e verrebbe attuata in blocco nel corso della settimana, diventando probabilmente effettiva da giovedì.

Il governo regionale ha migliorato la propria proposta salariale offrendo 120 euro lordi mensili nel complemento regionale specifico, suddivisi in due tranche per il 2027. Sindacati come STEPV e CCOO considerano l'aumento insufficiente a recuperare il potere d'acquisto perduto e respingono il documento, pur rimanendo aperti a negoziare punto per punto.

Lo sciopero a tempo indeterminato, indetto da STEPV, CC OO, ANPE, UGT e CSIF, registra una partecipazione del 39,7 percento secondo la Conselleria de Educación. Le richieste includono rapporti numerici studenti-docenti più bassi, rinforzi al personale e miglioramenti nelle infrastrutture e nell'uso della lingua valenciana nelle aule.

Cosa dice la gente

Le reazioni iniziali su X si concentrano sulla condivisione di notizie riguardanti i presidi delle scuole valenciane che minacciano dimissioni di massa per sostenere lo sciopero degli insegnanti in corso; alcuni utenti esprimono solidarietà tramite emoji, mentre altri sottolineano in modo neutrale le negoziazioni in corso e le pressioni sul governo regionale.

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