Alle Paralimpiadi di Milano Cortina, la sciatrice alpina ipovedente di 16 anni Meg Gustafson si è affidata al fratello di 18 anni Spenser per farsi guidare sulle piste. I fratelli del Colorado hanno chiuso al quinto posto nel gigante giovedì nella categoria ipovedenti. Si preparano per lo slalom di sabato, la gara più forte di Meg.
Meg Gustafson, sciatrice para-alpina di 16 anni con ipovedenza, sta affrontando le difficili piste dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 a Cortina d'Ampezzo, in Italia, con il fratello maggiore Spenser come guida. Nata con un disordine genetico che colpisce i legamenti degli occhi, Meg ha una visione a tunnel limitata a sette gradi. A 12 anni ha subito quattro interventi chirurgici per una retina completamente staccata e altri due all'altro occhio. nnI Gustafson sono cresciuti sciando all'Hyland Hills Ski Area in Minnesota, con vacanze familiari sulle piste del Colorado. La famiglia si è poi trasferita in Colorado, dove entrambi si sono uniti al Ski and Snowboard Club Vail. Meg ha iniziato competendo contro sciatori normodotati prima di entrare nella comunità dello sci para grazie a Erik Petersen, direttore del National Sports Center for the Disabled a Winter Park. nnLa loro partnership si basa su fiducia e comunicazione. Spenser, con giacca e pantaloni arancioni per essere visibile, scia una porta avanti fornendo istruzioni tramite auricolari Bluetooth. Grida indicazioni come «hairpin col piede sinistro» e le ricorda di «stare dritta e alzare i fianchi». Il rischio di squalifica se cade o si allontana troppo mantiene alta la pressione. «Non posso cadere. Non posso perdere uno sci», ha detto Spenser, spiegando che i suoi attacchi sono regolati stretti per evitare incidenti. nnAl debutto paralimpico, la coppia si è classificata quinta nel slalom gigante di giovedì, il loro miglior risultato. Meg ha chiuso sesta in discesa, settima nella combinata alpina e ottava nel supergigante. Sabato è in programma lo slalom, dove Meg punta a una medaglia. Ha vinto sette gare FIS prima dei Giochi. nnLa dinamica tra fratelli aiuta le loro prestazioni. «Cerchiamo di tenere fuori la rivalità tra fratello e sorella dal rapporto prima e durante la gara. Ma dopo la gara, a volte salta fuori», ha detto Spenser ridendo. Meg ha aggiunto: «Bloccare tutto tranne la guida e la neve sotto i piedi è decisamente una parte importante». nnSpenser, che aspira alle gare di sci universitarie, ha definito l'esperienza «superfiga». Meg ha ribadito: «È incredibile poter competere con mio fratello maggiore». nnLa loro storia mette in evidenza una collaborazione costruita su anni di sci condiviso e dialogo aperto, che rafforza il loro legame dentro e fuori dalle piste.