La Banca del Messico ha sospeso il ciclo di tagli dei tassi e mantenuto il tasso di riferimento al 7,0% nella prima riunione di politica monetaria dell'anno. Ha anche rivisto le aspettative di inflazione, posticipando la convergenza all'obiettivo del 3,0% al secondo trimestre del 2027. Gli analisti notano un approccio cauto tra impatti fiscali e rischi al rialzo.
Il Consiglio di Amministrazione della Banca del Messico (Banxico) ha deciso all'unanimità il 6 febbraio 2026 di mantenere il tasso di interesse di riferimento al 7,0%, sospendendo il precedente ciclo di tagli dei tassi. Questa mossa era attesa dai mercati, data la necessità di valutare l'impatto delle modifiche fiscali come l'aumento dell'IEPS su bevande zuccherate, tabacco e alcol, insieme al tasso di cambio e alla debolezza economica. Banxico ha alzato le sue proiezioni per l'inflazione generale e sottostante su cinque trimestri, tenendo conto degli effetti dell'ajustamento fiscale, sebbene abbia notato che sono necessari più dati per un'analisi completa. Ora prevede che l'inflazione generale chiuda quest'anno al 3,5%, rispetto al precedente 3,0%, e quella sottostante al 3,4%. La convergenza verso l'obiettivo del 3,0% è stata posticipata dal terzo trimestre del 2026 al secondo trimestre del 2027, riflettendo un declino più graduale dell'inflazione dei servizi. La banca centrale ha ribadito che il ciclo di tagli non è finito, ma gli aggiustamenti futuri dipenderanno dai driver dell'inflazione come pressioni sui costi, deprezzamento del peso, conflitti geopolitici e impatti climatici. L'equilibrio dei rischi è più bilanciato, ma con un bias al rialzo, in particolare poiché l'inflazione sottostante è rimasta sopra il 4% per 16 quindicene. Gli analisti hanno lodato la pausa come appropriata per mantenere la credibilità. Julio Ruíz di Citi Mexico ha definito il tono del comunicato «colombino», suggerendo ulteriori tagli a marzo se i picchi di inflazione risultassero temporanei. Carlos Serrano di BBVA Mexico prevede altri due tagli quest'anno, terminando al 6,5%, purché non influenzino le aspettative di inflazione. Altri, come Paulina Anciola e Iván Arias di Banamex, prevedono un'altra pausa a marzo e tagli a maggio, mentre Liam Peach di Capital Economics vede spazio per scendere al 6,25%. Questa decisione si allinea alla pausa della Federal Reserve negli Stati Uniti, sottolineando le interconnessioni della politica monetaria. Banxico ha ribadito il suo impegno per un ambiente di inflazione bassa e stabile.