Archiviate le accuse per Christian Tein e i militanti kanak, la procura ricorre in appello

I giudici istruttori di Parigi hanno ordinato un'archiviazione generale delle accuse a favore del leader indipendentista Christian Tein e dei militanti del CCAT, a due anni dalle rivolte del 2024 in Nuova Caledonia. La procura di Parigi ha presentato immediatamente ricorso contro la decisione.

Nella primavera del 2024, la Nuova Caledonia è stata teatro di rivolte che hanno causato 14 morti e oltre due miliardi di euro di danni, spingendo il presidente Emmanuel Macron a dichiarare lo stato di emergenza. L'inchiesta giudiziaria sulla Cellule de coordination des actions de terrain è stata trasferita a Parigi nel gennaio 2025, portando all'incriminazione di quattordici persone, tra cui Christian Tein, 58 anni, presidente del FLNKS. I giudici hanno respinto le accuse di insurrezione, stabilendo che la rivendicazione indipendentista non mirava a mettere in pericolo le istituzioni della Repubblica. Hanno concluso che non vi erano accuse sufficienti contro gli indagati. La procura ha annunciato di aver presentato ricorso per consentire ulteriori indagini, con requisitorie previste per luglio. Gli avvocati di Tein hanno accolto la decisione come conferma della sua totale innocenza dopo quasi un anno di custodia cautelare. In Nuova Caledonia, il FLNKS ha reagito con umiltà, mentre Sonia Backes ha denunciato un sistema giudiziario impazzito. Il deputato Nicolas Metzdorf ha accolto con favore il ricorso della procura.

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