Il tribunale giudiziario di Parigi ha esaminato giovedì 15 gennaio una denuncia per diffamazione depositata da Christian Tein, leader indipendentista kanaka, contro Sonia Backès, figura lealista, che lo ha accusato di essere 'il leader dei terroristi' dopo le sommosse del 2024. Tein è comparso in videoconferenza da Nouméa, mentre Backès non ha partecipato all'udienza. Questo caso precede un incontro all'Eliseo sul futuro della Nuova Caledonia.
Il 15 gennaio 2026, la 17ª sezione del tribunale giudiziario di Parigi, noto come 'tribunale delle libertà', ha esaminato la denuncia per diffamazione di Christian Tein, presidente del Front de libération nationale kanak et socialiste (FLNKS), contro Sonia Backès. Nel settembre 2024, su RTL, la presidente della Provincia Sud della Nuova Caledonia ha dichiarato che il FLNKS aveva eletto 'il leader dei terroristi come presidente' e ha menzionato '35 terroristi addestrati' a Saint-Louis per 'uccidere i gendarmi', poco dopo l'insurrezione violenta di maggio 2024 che ha provocato 15 morti e miliardi di euro di danni. Tein, invitato all'Eliseo il 16 gennaio con Backès per discutere del futuro dell'arcipelago, è comparso in videoconferenza intorno alla mezzanotte a Nouméa. Backès, assente all'udienza, è difesa dall'avvocato Rémi Lorrain, che sostiene trattarsi di dibattito politico legittimo e libertà di espressione. 'Gli indipendentisti hanno cercato di impossessarsi del dibattito democratico attraverso la violenza' opponendosi alla legge del 2024 che ampliava il corpo elettorale, ha sostenuto. Questo caso evidenzia le divisioni persistenti in Nuova Caledonia, dove i non indipendentisti esprimono profonda stanchezza per i negoziati in stallo. L'FLNKS ha boicottato l'incontro all'Eliseo, annunciato il 13 gennaio, dopo l'abbandono della consultazione sull'accordo di Bougival firmato il 12 luglio 2025. Profonde disuguaglianze sociali – mancanza di RSA, bassi salari, alto costo della vita, crisi del nichel – aggravano la situazione, emarginate nei dibattiti istituzionali, secondo una tribuna di Marie-Agnès Calès, Gautier Coton e Sarah Jeannes. Nonostante l'importanza strategica della Nuova Caledonia nell'Indo-Pacifico, non esiste una maggioranza parlamentare per la riforma costituzionale, prolungando l'incertezza per i neocaledoniani.