Marine Le Pen arriving at Paris courthouse for appeal trial, surrounded by media and supporters.
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Il processo d'appello a Marine Le Pen si apre martedì a Parigi

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Il processo d'appello a Marine Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari del Rassemblement national (RN) inizia martedì 13 gennaio a Parigi e si protrarrà fino al 12 febbraio. Condannata in primo grado a quattro anni di carcere, di cui due effettivi, e cinque anni di ineleggibilità immediata, la leader del RN rischia di compromettere il suo futuro politico in vista delle presidenziali 2027. Jordan Bardella, presidente RN, ha riaffermato il suo totale sostegno a Marine Le Pen alla vigilia dell'udienza.

Il caso degli assistenti parlamentari del Front national (FN, rinominato Rassemblement national o RN nel 2018) risale a pratiche tra il 2004 e il 2016, quando assistenti pagati dal Parlamento europeo svolgevano missioni politiche in Francia, configurando un sistematico peculato di fondi pubblici. Il processo di primo grado si è tenuto dal 30 settembre 2024 presso il tribunale correzionale di Parigi, culminando in una sentenza il 31 marzo 2025. Marine Le Pen, in quanto presidente RN ed eurodeputata, è stata dichiarata colpevole di peculato e complicità, condannata a quattro anni di reclusione, di cui due con braccialetto elettronico, una multa di 100.000 euro e cinque anni di ineleggibilità con esecuzione provvisoria, che le impedisce di votare e candidarsi. Tredici imputati, tra cui Marine Le Pen, Louis Aliot e Julien Odoul, hanno presentato appello. Degli originali 25 giudicati, uno è stato assolto e 11 non hanno appellato. La procura non ha depositato appello incidentale, limitando il riesame. La difesa di Le Pen punta all'assoluzione o, al minimo, a un'ineliggibilità non superiore ai due anni. «C'è una sola linea difensiva, dire la verità. È la mia strategia. Dire la verità come in primo grado, sperando di essere meglio ascoltata in appello», ha affermato Le Pen. Alla vigilia del processo, Jordan Bardella ha rivolto gli auguri di Capodanno alla stampa il 12 gennaio, riaffermando il suo «totale sostegno» a Marine Le Pen. «Dimostrerà la sua innocenza», ha sostenuto, aggiungendo che una nuova condanna di ineleggibilità «sarebbe profondamente preoccupante per la democrazia», privando gli elettori francesi di una candidata che ha raggiunto due volte il ballottaggio e guida i sondaggi. Bardella, che non correrà per la presidenza ma per la premiership, insiste che non c'è «differenza politica» tra loro e che segue il caso da vicino senza partecipare. Le Pen ha dichiarato che, se confermata l'ineleggibilità, «ovviamente non» si candiderà nel 2027, ma lo farebbe «se potesse candidarsi», nutrendo una «piccola speranza». La decisione d'appello non è prevista prima dell'estate 2026, lasciando incertezza sul suo futuro politico.

Cosa dice la gente

Le prime reazioni su X al processo d'appello di Marine Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari RN evidenziano gli alti rischi per la sua candidatura presidenziale 2027. Figure RN come Jordan Bardella esprimono totale sostegno, definendo una condanna profondamente dannosa per la democrazia. I critici ritraggono l'RN come ipocrita per aver attaccato l'UE mentre ne avrebbe abusato dei fondi, e nutrono scetticismo sulle sue rivendicazioni di innocenza. Account anti-corruzione sottolineano l'importanza del processo tra indagini in corso.

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Nel primo giorno del suo processo d'appello nel caso degli assistenti parlamentari FN/RN, Marine Le Pen ha modificato parzialmente la sua strategia difensiva il 13 gennaio 2026 a Parigi. In precedenza negando qualsiasi reato, la leader di RN ammette ora una possibile colpa involontaria mentre incolpa il Parlamento Europeo per carenze di supervisione sui contratti controversi.

Le arringhe della difesa sono iniziate mercoledì 4 febbraio davanti alla Corte d'Appello di Parigi nel caso degli assistenti parlamentari europei del Front National, con l'obiettivo di minimizzare la responsabilità degli imputati. Le requisitorie dell'accusa del giorno prima chiedono cinque anni di ineleggibilità per Marine Le Pen, gettando dubbi sulla sua candidatura presidenziale del 2027. La decisione della corte è attesa prima dell'estate.

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Nel processo d'appello in corso presso la Corte d'Appello di Parigi per l presunto abuso di fondi del Parlamento Europeo da parte del personale di Front National/Rassemblement National, Marine Le Pen è stata interrogata il 20-21 gennaio 2026, respingendo le accuse di un «sistema» di peculato e sottolineando il silenzio precedente del Parlamento Europeo sui ruoli degli assistenti.

Un recente sondaggio mostra un'erosione dell'immagine di Marine Le Pen tra i francesi, specialmente i simpatizzanti RN, che preferiscono Jordan Bardella per la presidenza 2027. Nonostante la sua condanna del 2025, le idee RN guadagnano terreno nell'opinione pubblica, dividendo la Francia equamente tra preoccupazioni ed entusiasmo. Il partito mantiene il suo slancio in mezzo a problemi giudiziari.

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La corte suprema francese ha respinto il ricorso di Marine Le Pen, rendendo definitiva la sua multa sospesa di 500 euro per aver diffamato il gruppo di aiuto ai migranti La Cimade. Le dichiarazioni del 2022 accusavano l'organizzazione di facilitare l'immigrazione illegale dalle Comore a Mayotte. L'avvocato dell'associazione accoglie con favore la sentenza per aver superato i limiti della libertà di espressione.

Il tribunale giudiziario di Parigi ha esaminato giovedì 15 gennaio una denuncia per diffamazione depositata da Christian Tein, leader indipendentista kanaka, contro Sonia Backès, figura lealista, che lo ha accusato di essere 'il leader dei terroristi' dopo le sommosse del 2024. Tein è comparso in videoconferenza da Nouméa, mentre Backès non ha partecipato all'udienza. Questo caso precede un incontro all'Eliseo sul futuro della Nuova Caledonia.

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David Rachline, sindaco RN di Fréjus, sarà processato per favoritismo il 22 settembre 2026, ha annunciato il procuratore di Draguignan il 19 dicembre. Questa questione legale si aggiunge ad altre indagini sulla sua gestione municipale, che hanno portato alla sua rimozione dalla leadership del Rassemblement national il 2 dicembre sotto pressione di Marine Le Pen.

 

 

 

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