Il presidente Emmanuel Macron ha avviato venerdì 16 gennaio 2026 al Palazzo dell'Eliseo una nuova tornata di colloqui sul futuro istituzionale della Nuova Caledonia, senza il principale movimento indipendentista, il FLNKS. L'obiettivo è chiarire l'accordo di Bougival firmato a luglio 2025, procedendo senza forzature ma evitando la paralisi. I partecipanti di altri gruppi politici hanno mostrato determinazione in mezzo alle tensioni in corso.
Emmanuel Macron ha riunito le formazioni politiche della Nuova Caledonia al Palazzo dell'Eliseo venerdì 16 gennaio 2026, escludendo il Front de libération nationale kanak et socialiste (FLNKS), che ha boicottato l'incontro. Il presidente ha espresso rammarico per questa assenza, dichiarando: «Mi rammarico che uno dei partner non abbia voluto rispondere al nostro invito, ma rispetto le scelte di tutti e spero che possiamo trovare una via per il futuro che dia posto a tutti».I colloqui si concentrano sull'accordo di Bougival, firmato il 12 luglio 2025 tra indipendentisti, non indipendentisti e Stato. Il testo prevede la creazione di uno «Stato caledonio» all'interno della Repubblica francese, con propria nazionalità e possibile riconoscimento internazionale, ma senza piena sovranità, portando al rifiuto del FLNKS dopo aver consultato i suoi militanti. L'Union nationale pour l’indépendance (UNI), un'altra coalizione indipendentista, sostiene l'accordo cercando chiarimenti.Macron ha sottolineato di procedere «senza imporre ma senza paralisi tampoco», mirando a chiarimenti che aprano nuove prospettive. Un punto di frizione chiave è l'elenco elettorale congelato dal 1998, che esclude oltre 40.000 persone dalle elezioni provinciali, al centro dei disordini di maggio 2024 che hanno causato 14 morti.Lealisti come Virginie Ruffenach, vicepresidente di Rassemblement-Les Républicains, hanno avvertito: «Non accetteremo elezioni provinciali su un elenco elettorale congelato». Philippe Gomes di Calédonie ensemble ha ammesso che l'assenza del FLNKS penalizza l'incontro ma ha aggiunto: «il crimine non è tentare».L'Eliseo resta ottimista per un accordo che copra circa il 75% degli eletti. Sono in programma laboratori sabato e domenica al ministero degli Ultramarini su identità kanak, autodeterminazione e poteri regali. In caso di compromesso, potrebbe essere aggiunto tramite emendamento a un disegno di legge di revisione costituzionale, seguito da una consultazione popolare e elezioni provinciali forse rinviate a settembre 2026, per la quarta volta.