In Francia, gli squilibri demografici nel settore pubblico costringono lo Stato a finanziare pesantemente le pensioni degli ex funzionari. Con quasi 6 milioni di lavoratori pubblici, ovvero uno su cinque dipendenti, il numero di agenti attivi è inferiore a quello dei pensionati, richiedendo contributi aggiuntivi significativi.
Il settore pubblico francese impiega circa 6 milioni di agenti, pari a uno su cinque lavoratori a livello nazionale. Sebbene la quota del settore pubblico sull'occupazione totale sia in calo, il numero assoluto di funzionari continua ad aumentare. Tuttavia, il settore affronta uno squilibrio demografico marcato: solo un funzionario attivo contribuisce per ogni pensionato, rispetto a un rapporto nazionale di circa 1,8 lavoratori per pensionato. Per ovviare a ciò, lo Stato deve integrare il conto speciale di assegnazione delle pensioni (CAS) con diversi miliardi di euro all'anno. Questo finanziamento garantisce i pagamenti delle pensioni agli ex funzionari nonostante i contributi insufficienti del personale attuale. A partire dal 1 gennaio 2026, l'aliquota di contribuzione pubblica datoriale è fissata per decreto all'82,28%, evidenziando la crescente tensione finanziaria sullo Stato. Questa situazione sottolinea le sfide strutturali nel settore pubblico, che comprende ruoli diversi come insegnanti, poliziotti, operatori di servizi igienici e ostetriche. Le fonti notano che questo sovracontributo è vitale per mantenere i pagamenti ma intensifica le pressioni budgitarie sulle finanze pubbliche.