Il Ministero per l'Uguaglianza spagnolo ha avviato indagini su tre confraternite di Cordova e Albacete per una potenziale discriminazione nei confronti delle donne nelle processioni della Settimana Santa. Questi casi si aggiungono a quello di Sagunto, dove i membri hanno votato per escluderle. L'Istituto delle donne ha inviato comunicazioni formali ai gruppi e alle amministrazioni locali.
Lunedì 6 aprile, l'Istituto delle donne, dipendente dal Ministero per l'Uguaglianza spagnolo, ha inviato comunicazioni formali alla Hermandad de Nuestra Señora de los Dolores e alla Hermandad de Nuestro Señor Jesucristo en su Santo Sepulcro, entrambe di Aguilar de la Frontera, in provincia di Cordova, e alla Cofradía del Silencio di Albacete. Le lettere sono state indirizzate anche alle amministrazioni locali, a seguito di denunce riguardanti l'esclusione delle donne dalle processioni. La Hermandad de Nuestra Señora de los Dolores y del Santísimo Cristo de la Clemencia ha vietato alle donne di prestare servizio come costaleras. La Hermandad de Nuestro Señor Jesucristo en su Santo Sepulcro limita l'accesso a sole 12 donne con un ruolo puramente simbolico, senza pieni diritti o possibilità di entrare nel gruppo principale. Ad Albacete, la Cofradía del Silencio richiede un'altezza minima di 1,70 metri per i costaleros, requisito che il Ministero ritiene potenzialmente discriminatorio. Questi casi seguono quello della Cofradía de la Purísima Sangre di Sagunto, a Valencia, dove il 23 marzo, con 267 voti contro 114, è stato respinto il cambio del termine 'varón' (maschio) in 'persona' negli statuti. Il governo ha avviato le procedure per revocare il riconoscimento di Festa di Interesse Turistico Nazionale e l'Istituto ha trasmesso il caso alla procura, citando violazioni costituzionali. La ministra per l'Uguaglianza Ana Redondo ha dichiarato: «Esiste una discriminazione e una violazione dei diritti e delle libertà costituzionali essenziali riconosciuti dalle leggi e dalla giurisprudenza». Il Ministero fa riferimento a una sentenza del 2024 della Corte Costituzionale su una confraternita di La Laguna, a Tenerife, che ha giudicato discriminatorio il divieto di accesso alle donne basato sul sesso.