Il governo spagnolo, la Conferenza episcopale e la Confer firmeranno lunedì un protocollo per risarcire le vittime di abusi sessuali all'interno della Chiesa cattolica nei casi in cui non sia possibile ricorrere alla giustizia. L'accordo, supervisionato dal Difensore del Popolo, sarà siglato alle ore 11:00 presso la sua sede da Félix Bolaños, Luis Argüello, Jesús Díaz Sariego e Ángel Gabilondo. Questo meccanismo integra il piano Priva della Chiesa, i cui costi saranno interamente a carico di quest'ultima.
Lunedì 30 marzo, alle ore 11:00, presso la sede del Difensore del Popolo, verrà firmato il protocollo concordato a gennaio tra il governo, la Conferenza episcopale spagnola (CEE) e la Conferenza spagnola dei religiosi (Confer). A sottoscriverlo saranno il Ministro della Presidenza Félix Bolaños, il presidente della CEE Luis Argüello, il presidente della Confer Jesús Díaz Sariego e il Difensore del Popolo Ángel Gabilondo.
Questo sistema prevede una riparazione economica, simbolica, riparativa o spirituale per le vittime i cui casi sono prescritti o privi di vie di ricorso giudiziario, integrando il piano Priva della Chiesa lanciato nel 2024. Le vittime avviano la procedura presso un'unità del Ministero della Giustizia, che la inoltra al Difensore del Popolo per una proposta. Questa viene esaminata dalla commissione consultiva Priva; in caso di mancato accordo, interviene una Commissione mista con le associazioni delle vittime, con il Difensore che emette la risoluzione definitiva.
Il patto di gennaio ha stabilito la supervisione statale, con la Chiesa che copre i costi e accetta l'ultima parola del Difensore nonostante il diritto di ricorso. La CEE ha osservato il 19 marzo che rimanevano "alcune questioni in sospeso", a seguito di controversie sugli importi e sulle revisioni dei precedenti risarcimenti del piano Priva, definiti dalle associazioni come "ridicoli e umilianti".
Il Difensore del Popolo ha riferito che oltre 200.000 adulti spagnoli hanno subito abusi da parte di sacerdoti o religiosi. Questo passo fa seguito all'accordo iniziale dell'8 gennaio e al rapporto del Difensore commissionato dal Congresso nel 2022.