Genealogia del crimine perfetto secondo Muniz Sodré

Il sociologo Muniz Sodré discute il femminicidio come problema endemico in Brasile, radicato in silenzi storici e dicotomie patriarcali. Sottolinea la fine della violenza del silenzio grazie a leggi e movimenti femministi. La rubrica enfatizza la necessità di educazione per prevenire la violenza contro le donne.

Muniz Sodré, sociologo e professore emerito della UFRJ, pubblica su Folha de S.Paulo una riflessione sulla «genealogia del crimine perfetto», riferendosi alla violenza contro le donne. Spiega che il femminicidio non è un'epidemia recente ma un'endemia culturale che è sempre esistita, variando per regione. Lo shock attuale deriva dalla fine del silenzio imposto alle vittime e alle autorità, che in precedenza minimizzava le statistiche a causa della voce femminile ristretta negli spazi pubblici e privati.

Sodré attribuisce i progressi a leggi come la legge Maria da Penha e movimenti come Me Too, che hanno sensibilizzato le donne sulla complicità prodotta dal silenzio simbolico. Traccia paralleli storici: così come neri e indigeni sono emersi come intellettuali organici contro il razzismo, le donne ora rivendicano il loro spazio di parola. La violenza, secondo lui, origina da dicotomie assolute come uomo/donna, dove il patriarcato impone la sottomissione, esemplificato nelle dittature islamiche o negli alti tassi di stupro in India.

In Brasile ci sono quattro femminicidi al giorno, ma polizia e giustizia sono obbligate ad agire, con la creazione di laboratori di discussione. Pene più severe sono inefficaci senza prevenzione; l'attenzione deve essere sull'educazione dall'infanzia all'università. Nel nucleo, la negazione maschilista della voce autonoma delle donne costituisce il «crimine perfetto», innescando furia narcisistica che porta a omicidi o aggressioni.

Articoli correlati

Presenter Adriana Araújo tears up on live TV, reporting Brazil's femicide crisis and calling for action.
Immagine generata dall'IA

Presentatrice Adriana Araújo si commuove nel riportare i femminicidi

Riportato dall'IA Immagine generata dall'IA

La presentatrice Adriana Araújo di Jornal da Band si è commossa in diretta lunedì (1 dicembre) mentre riportava violenze contro le donne a São Paulo e statistiche allarmanti sui femminicidi in Brasile. Ha lanciato un forte appello alle autorità per un intervento, sottolineando che il paese affronta una 'strage' quotidiana. Il suo discorso è diventato virale sui social media.

Casi recenti di femminicidio sconvolgono il Brasile e riaccendono le discussioni sulle politiche pubbliche. Gli esperti criticano il focus esclusivo su pene più severe, sostenendo approcci realistici con istruzione, risorse di bilancio e azioni sociali. Rapporti ONU e opinioni legali evidenziano la necessità di prevenzione ed efficienza investigativa.

Riportato dall'IA

La Procura della Repubblica Federale ha aperto un'inchiesta sulla presunta omissione del governo dello Stato di São Paulo riguardo all'aumento di femminicidi e violenza di genere. L'azione evidenzia il numero record di casi nella capitale nel 2025 e i tagli al bilancio per le politiche di protezione delle donne. Un caso emblematico ha coinvolto Tainara Souza Santos, che ha perso le gambe dopo essere stata trascinata dal suo ex partner.

Felipe Sosa, ex tenente dell’esercito e proprietario di un’agenzia di sicurezza privata, è stato arrestato a Buenos Aires come principale sospettato dell’omicidio di Erika Antonella Álvarez, una donna di 25 anni trovata morta in una discarica di Tucumán. La vittima e l’accusato si conoscevano già, e il crimine mostra segni di estrema violenza. L’arresto è seguito a una caccia all’uomo nazionale scatenata dalla sua fuga.

Riportato dall'IA

Un soldato dell’esercito di 21 anni ha confessato di aver ucciso una cabo di 25 anni durante un litigio in un reggimento militare nel Distretto Federale. L’ha pugnalata al collo e ha dato fuoco al luogo, portando alla sua detenzione preventiva. L’esercito ha annunciato l’espulsione del soldato e il supporto alla famiglia della vittima.

La Corte interamericana dei diritti umani ha condannato il Brasile per la terza volta per violazioni durante la dittatura militare, nel caso di Denise Crispim ed Eduardo Leite, noto come Bacuri. La sentenza, emessa a luglio 2025 e resa pubblica a dicembre, rende lo Stato responsabile per non aver condotto un'indagine tempestiva ed efficace. Denise, torturata incinta nel 1970, descrive il processo di raccolta delle prove come drammatico.

Riportato dall'IA

Guilherme Silva Teixeira, 24 anni, è stato arrestato dalla Polizia Civile del Distretto Federale per l'omicidio del professore João Emmanuel Ribeiro Gonçalves de Moura Carvalho, 32 anni, a una fermata dell'autobus a Sobradinho II. Secondo il sospettato, il crimine è avvenuto dopo che si è sentito offeso da un flirt della vittima, sebbene il movente sia ancora in fase di indagine. L'attacco brutale ha lasciato la vittima agonizzante sulla scena mentre il perpetratore è andato a lavorare.

 

 

 

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per l'analisi per migliorare il nostro sito. Leggi la nostra politica sulla privacy per ulteriori informazioni.
Rifiuta