Dopo il fallito passaggio di testimone alla guida del PJ di Buenos Aires a dicembre, Máximo Kirchner, leader de La Cámpora, ha proposto informalmente al governatore Axel Kicillof di assumere la presidenza del Partito Justicialista di Buenos Aires come gesto di unità. Il cerchio stretto di Kicillof esprime diffidenza, venendo a conoscenza dell'offerta tramite fughe di notizie sui media senza contatti formali preventivi. La mossa si inserisce in un contesto di lotte interne persistenti nel partito, con la chiusura delle liste dei candidati l'8 febbraio.
Nell'ultimo colpo di scena della saga della leadership del peronismo bonaerense — innescata dal fallimento della riunione del consiglio del PJ il 19 dicembre nel risolvere il vuoto post-Kirchner —, la proposta di Máximo Kirchner affinché Axel Kicillof guidi il PJ provinciale è emersa informalmente tramite intermediari e fughe di notizie sui media. Ciò ha suscitato più domande che unità. Fonti vicine al governatore confermano l'assenza di comunicazioni pregresse o ufficiali: «Non ne avevamo idea della proposta di Máximo Kirchner e La Cámpora. L'abbiamo appresa dai media. Non è arrivata né ad Axel né a nessuno del suo entourage », ha detto un insider di Kicillof a Perfil. Il cerchio di Kicillof la vede come una tattica per disrupting la loro costruzione politica, legata al rifiuto de La Cámpora della candidatura di Verónica Magario — la vicegovernatrice proposta da Kicillof tramite Movimiento Derecho al Futuro. «Se volevano davvero l'unità, perché non accettare Magario?», si chiedono. Tuttavia, alcuni nel gabinetto provinciale dissentono: un alto funzionario ha detto che, se formalizzata, «la appoggeremmo», poiché Magario era il piano iniziale ma un'unità guidata da Kicillof sarebbe preferibile. Con le autorità del PJ che si rinnovano il 15 marzo e le liste che chiudono l'8 febbraio, Kicillof mirava a consolidare il suo movimento territoriale con i sindaci. Il kirchnerismo vede nella leadership di Kicillof un modo per organizzare il partito a livello nazionale. A La Plata, l'enfasi è sugli accordi politici piuttosto che su stunt mediatici. Kicillof resta cauto: la lista Magario persiste e le lotte interne continuano senza risoluzione.