Il Partito Justicialista di Buenos Aires affronta divisioni interne tra Máximo Kirchner e Axel Kicillof, con i sindaci che spingono per una transizione ordinata. Il consiglio del partito si riunirà questo venerdì per fissare la data delle elezioni, poiché l'attuale mandato termina il 18 dicembre. Máximo Kirchner ha criticato la 'disperazione' di alcuni candidati e ha sottolineato la necessità di consenso.
Il Partito Justicialista di Buenos Aires sta attraversando un periodo di grande fragilità politica, evidenziato dalla frattura interna tra il deputato nazionale Máximo Kirchner, attuale leader del partito, e il governatore Axel Kicillof. Questa tensione è aggravata dal ruolo dei sindaci e da un blocco legislativo frammentato, secondo rapporti locali. Il consiglio del partito si riunirà venerdì 19 dicembre per iniziare a definire la nuova leadership, rispondendo alle pressioni per elezioni ordinate. Il mandato di Kirchner scade il 18 dicembre, con le elezioni previste per febbraio o marzo 2026, potenzialmente coinvolgendo voti degli affiliati.
In un'intervista radiofonica, Kirchner ha risposto all'appello: «La provincia non può avere un progetto diverso da quello del paese, e dobbiamo garantire il consenso all'interno del partito.» Ha criticato la «disperazione nominale di alcuni a candidarsi», affermando: «Dobbiamo arrivare a venerdì e sederci con i nostri compagni.» Ha enfatizzato la ricostruzione della fiducia interna e il valore della parola nel peronismo.
Kirchner ha anche evitato di parlare della sua rielezione, concentrandosi sulle sfide nazionali e mettendo in discussione lo stile di gestione del presidente Javier Milei: «Non si avanza solo con tweet o discorsi vuoti.» Ha elogiato il coraggio di sua madre, Cristina Fernández de Kirchner, in mezzo a restrizioni giudiziarie, inclusa la detenzione domiciliare. «La sua assenza limita non solo il peronismo ma l'intero paese», ha detto, notando la sua esperienza in crisi come quella del 2008.
L'incontro di venerdì sarà cruciale per stabilire un quadro partecipativo, permettendo ai rappresentanti degli affiliati di definire date e candidati. C'è insistenza su una transizione che eviti fratture più profonde, in mezzo agli sforzi per ripristinare l'autostima argentina e la sovranità economica.